Guardia di Finanza: confiscati beni per 2 milioni e 800 mila euro a coppia di coniugi “caminanti”

Il sequestro del partrimonio in attuazione del Codice antimafia era avvenuto nel 2016. Pare che marito e moglie siano stati denunciati e condannati anche per altri reati, contro il patrimonio e la persona

Melilli- Confiscati beni per complessivi 2 milioni 800 mila euro ad una coppia di coniugi, residenti a Melilli, Giuseppe Corrado Fiaschè di 50 anni e Concetta Rasizzi di 48 anni, appartenenti ad una nota famiglia di “caminanti”, una comunità di semi-nomadi che si radica del territorio di Noto, in prevalenza. Marito e moglie avevano attratto l’attenzione delle Fiamme gialle aretusee poiché, pur essendo disoccupati entrambi, disponevano di beni immobili e mezzi che entravano in contrasto con il reddito dichiarato. Da questa constatazione sono partite le indagini. I due oltre a questi reati erano destinatari di decine di denunce presentate presso gli uffici di polizia di tutta la penisola, cui sono conseguite anche sentenze di condanna passate in giudicato emesse dai Tribunali competenti, per reati contro il patrimonio (furti in abitazione e truffe) ed anche contro la persona (lesioni), spesso perpetrate nelle abitazioni di soggetti anziani, razziando denaro ed oggetti di valore.

In attuazione delle norme del “Codice Antimafia” che, in presenza di specifici presupposti soggettivi (tra gli altri la pericolosità del soggetto desunta dai suoi precedenti e condanne) ed oggettivi (sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio a disposizione), nel 2013 furono sequestrati tutti i beni di cui i due coniugi, sconosciuti al fisco, risultavano proprietari, in vista della successiva confisca.

Il Tribunale di Siracusa – Sezione Penale – nel mese di dicembre 2017 ha emesso il provvedimento di confisca dei beni sequestrati nel 2013 disponendo, quindi, l’acquisizione al patrimonio dello Stato, di disponibilità finanziarie per € 2.770.000,00 (conti correnti, polizze vita, depositi postali, titoli azionari/obbligazionari) e un terreno del valore di € 60.000,00).

L’operazione di servizio segue quella del 2016 eseguita dai militari della dipendente Tenenza di Noto nei confronti di altra famiglia della stessa etnia, acclarando, così, a livello provinciale la sistematicità di indagini della specie.

L’aggressione dei patrimoni della criminalità comune e organizzata si pone quale ulteriore priorità della Guardia di Finanza, alla luce delle specifiche competenze in materia economico-finanziaria attribuite e consente di colpire i soggetti pericolosi nel cuore dei propri interessi economici e di restituire alla collettività i beni accumulati.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

CircaMascia Quadarella

Giornalista Contatta:Website | Facebook | Altri articoli

X