L’Asacom non parte, inizia la battaglia di Coprodis e Cooperative

Non sarebbero ancora stati trasferiti dalla Regione al Libero consorzio comunale di Siracusa i fondi per attivare il servizio. Le famiglie e le cooperative invitano la deputazione regionale territoriale a mobilitarsi per correre, come sempre, ai ripari.

Siracusa- Se la politica usasse il cuore e l’empatia forse nelle agende degli uomini al potere verrebbe tracciato un ordine ben diverso delle priorità. Durante le campagne elettorali tutti fanno leva, nei loro demagogici programmi, sulle piaghe sociali, sulle classi meno abbienti, sulle categorie protette…insomma si fanno forti chiamando in causa le debolezze altrui. Usando come strumento di propaganda quel disagio che forse non proveranno mai, per fortuna, sulla loro pelle o quella dei loro cari. Le difficoltà dell’ordinario, al contrario, le conoscono bene le famiglie con figli con disabilità a carico, costretti se frequentano le medie superiori in provincia di Siracusa a rimanere a casa, o a ridurre la permanenza a scuola, perché il servizio Asacom, quello che garantisce assistenza all’autonomia e alla comunicazione, non può partire, almeno non in questa fase di avvio dell’anno scolastico 2018/2019. La causa rimane la stessa: il   Libero consorzio comunale di Siracusa non ha ancora ricevuto i fondi dalla Regione per garantirlo e lo ha anche reso pubblico con un comunicato in cui si giustifica la situazione.
“Per l’anno 2018 la Regione Siciliana – si legge nella nota dell’ufficio stampa dell’ex provincia regionale di Siracusa- aveva stanziato e trasferito la somma complessiva di € 1.863.024,11. In applicazione della legge regionale 8/18, tali somme sono state ritirate dalla Regione in previsione di un successivo accreditamento presso il conto unico di tesoreria di questo Ente presso la Banca d’Italia. Pertanto, in assenza dell’accreditamento della Regione, già richiesto, il servizio non può essere svolto”.
Ragioni che illustrano le motivazioni del disservizio ma che non possono essere sicuramente tollerate dai genitori degli alunni diversamente abili, che pagano ancora una volta lo scotto di lungaggini burocratiche e disattenzione della classe dirigente siciliana, a tutti i livelli.
Il servizio Asacom è, infatti, un servizio qualificato a cui gli alunni bisognosi di assistenza non possono rinunciare e non può essere sostituito nemmeno dall’apprezzabile buona volontà di insegnanti e personale Ata.
La sua assenza costituisce una “lesione” dei diritti umani e l’ulteriore mortificazione di chi necessita da parte delle istituzioni di attenzioni particolari e in questo caso puntuali.
Sul fronte di guerra si sono dichiarati già, pur mantenendo i toni come sempre pacati, gli aderenti al Coprodis, il coordinamento provinciale delle associazioni di volontariato e di tutela delle persone con disabilità), ormai abituati a dover lottare duramente contro un apparato burocratico “inefficiente” da diversi anni e secondo cui il disservizio non si limita, purtroppo,  solo all’Asacom.
“Il problema dell’assistenza all’autonomia e alla comunicazione- denuncia Lisa Rubino, presidente Coprodis-si propone puntualmente ogni inizio anno scolastico, ma in aggiunta questa volta alla problematica del Libero consorzio comunale aretuseo se ne aggiungono altre a carico di tutti i distretti socio-sanitari del territorio”. “ Sul fronte del D 48-spiega- si rileva l’immobilismo della Regione Siciliana, che con l’art 21 ha di fatto sottratto forzatamente le somme impegnate nei sottofondi. Le conseguenze- continua- a nostro avviso sono terribili e gravose. In poche parole non arriva il pagamento dei servizi essenziali da almeno 12 mesi”. “Gli operatori, nelle more di ricevere il compenso dovuto, hanno garantito fino a oggi, il servizio loro affidato, ma potrebbero anche decidere di non farlo più”. “Oltre a essere compromesso il presente – conclude la presidente Coprodis- è davvero a rischio il futuro dei servizi per la disabilità. Al di là degli slogan, di sporadiche sortite politiche e propagandistiche, a chi vive i problemi tutti i giorni e si confronta con le difficoltà dei propri figli o parenti assistiti rimane solo l’amaro in bocca e la rabbia”.
Parte in causa e base fondante dell’Asacom sono gli operatori, che garantiscono il servizio costituendo delle cooperative sociali specializzate, entrate anch’esse  in crisi per le mancate entrate e che scenderanno in campo assieme alle famiglie, a difesa del diritto dei disabili e del lavoro.
“Ci è stato comunicato ufficialmente che mancano i fondi- dichiarano i presidenti di Agci, Confcooperative e Legacoop Siracusa, rispettivamente Franco Spinoso, Enzo Rindinella e Pino Occhipinti – e mancano sia per il pregresso, sia per poter garantire la copertura del nuovo anno scolastico”. Il problema resta legato all’ultima Finanziaria, con cui la Regione ha avocato a sè i fondi, lasciando alle ex Province la competenza”. “Lunghi iter burocratici che sembrano interminabili – proseguono i tre presidenti- ma non giustificano la mancata attenzione rispetto alle esigenze degli alunni che, per vedere riconosciuto il loro diritto allo studio, hanno bisogno di assistenza”.
Al commissario straordinario del libero consorzio,Carmela Floreno le cooperative chiedono un intervento deciso, che ponga fine ai pesanti disservizi ai danni delle famiglie -circa 200 – e alle gravi conseguenze in termini economici ed occupazionali per gli operatori del settore. L’Alleanza delle Cooperative lancia, inoltre, un appello, che è anche un monito, ai deputati regionali siracusani, “affinché si battano seriamente, come la politica dovrebbe fare, per individuare subito una soluzione. Troppo silenzio- tuonano Spinoso, Rindinella e Occhipinti- intorno ad un tema che deve essere, invece, centrale e prioritario. Le cooperative sono al collasso, agli alunni disabili viene negato il diritto allo studio e le famiglie vengono lasciate sole. Questo – concludono i rappresentanti dell’Aci – non è assolutamente tollerabile in uno Stato di diritto”. Rindinella fa anche notare alle istituzioni competenti “di tenere a mente il concetto di interruzione di pubblico servizio”.

Mascia Quadarella

immagini di repertorio

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