“Sistema Siracusa”, Simona Princiotta scrive anche al Consiglio superiore della Magistratura: “E la mia giustizia?”

La consigliera comunale che aveva denunciato un "Sistema Siracusa", i cui attori sono risultati diversi da quelli da lei additati ribadisce l'esistenza di altre connivenze poco chiare e chiede al Procuratore capo di Messina di attenzionarle

Siracusa- Simona Princiotta ha deciso di continuare a non stare in silenzio, a gridare la sua versione dei fatti, esponendola, stavolta, nero su bianco, in una lettera indirizzata al Procuratore capo di Messina, e per conoscenza alle Procure di Siracusa, Messina, Palermo , Roma, Reggio Calabria e Consiglio superiore della Magistratura.

La consigliera comunale che, con una serie di denunce, rese pubbliche in conferenze stampa fiume, aveva battezzato lei stessa come “Sistema Siracusa” presupposte subdole connivenze tra avvocati, magistrati, giornalisti e potentati, che avrebbero manovrato la macchina della giustizia aretusea per finalità lucrative e politiche, ora che ben tre Procure ne hanno individuato i presunti protagonisti, emettendo nei confronti di questi “notabili” ordinanze di custodia cautelare, insinua con il suo racconto, sciorinato con foga di liberazione, l’esistenza di una “casta dorata” parallela, o forse trasversale a quella messa formalmente alla sbarra. Di questa “compagnia”, descritta dalla Princiotta, farebbero parte altri attori, legati sempre da vincoli di amicizia interessati e in maggioranza ruotanti attorno e dentro il Palazzo di Giustizia di Siracusa. Un’ulteriore “organizzazione” di cui la consigliera si sentirebbe “vittima” e pertanto invita la Magistratura ad ascoltarla, a rispolverare dai cassetti le sue denunce ed a costruire un altro scenario accusatorio.
Purtroppo, però, da tutto questo marasma, dallo scambio di continui J’accuse, fatti prevalentemente tra avversari politici, a regnare sovrana, in un clima del sospetto, che satura l’aria di città e avvelena gli animi, è la disaffezione dei siracusani  nei confronti delle istituzioni, che da punti di riferimento rischiano di diventare luoghi di smarrimento…  dei principi di legalità alla base di una società democratica.

Mascia Quadarella

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

X