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Albe irrespirabili nel Siracusano, la gente denuncia miasmi insopportabili e monitoraggio carente

Siracusa- Aria irrespirabile da alcuni giorni anche nel capoluogo aretuseo. La gente continua a denunciare, soprattutto  attraverso le casse di risonanza dei social, aria pesante,  satura di sgradevoli miasmi, che  provocano in soggetti particolarmente sensibili piccoli malesseri.

Da giovedì scorso, con maggiore concentrazione all’alba,  nella zona nord della città si avvertono intensi “odori” di gas o  benzina, che fanno iniziare le giornate  agli abitanti con l’amaro in bocca. Senza esagerazioni, grandi e piccini  sono costretti a consumare colazioni “avvelenate”, anche di fronte a panorami naturali magnifici.

Considerando che si parla spesso di “sostante odorigene” a giustificazione di tali fetide esalazioni, praticamente secondo alcuni innocue sebbene fastidiose, perché non averne ufficialmente  conferma, attraverso la pubblicazione puntuale dei  dati relativi ai monitoraggi dell’aria?

Nel sito web  dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente, dovrebbero essere pubblicati e aggiornati i bollettini di sintesi dei risultati di tali rilevazioni, ma quelli riferiti alla zona di contrada Marcellino, tra i comuni di Augusta e Priolo e che include anche Siracusa, almeno dallo scorso luglio mancano. Tra le sostanze monitorate nel siracusano figura, poi, solo il benzene e anche tali dati mancano per questa area specifica.

Mentre sono forniti, fino alla data dell’8 agosto scorso, quelli relativi agli altri siti provinciali attenzionati: Megara e  Villa di Augusta.

La domanda sorge spontanea… perché? Perché non sono disponibili online tali dati? Perché, se di guasto alle apparecchiature di rilevamento si tratta, non viene segnalato il disservizio agli utenti?

Inoltre, perché nelle altre città siciliane monitorate vengono rilevate oltre al benzene anche le concentrazioni di altre  sostanze( biossido di zolfo, ossido di carbonio, biossido di azoto, pm10, pm2) indicative dell’inquinamento atmosferico. quindi molto importanti per definire il quadro ed il livello di polluzione complessivo,  mentre  in un’area ad alto  rischio industriale come quella siracusana no?

Le promesse della politica e delle amministrazioni locali  sulla gestione della “questione” o meglio “urgenza” ambientale non bastano più.

Non è ormai  sufficiente annunciare   la costituzione di task force, commissioni speciali o osservatori multidisciplinari, poiché  chi vorrebbe respirare, senza blindare porte e finestre, si interroga ogni giorno e non tollera più   ritardi nelle azioni volte  ad accertare “sforamenti” ed eventuali responsabili degli stessi, pretendendo fatti come risposte e non demagogia.

Per la tutela della salute pubblica la pausa estiva non è ammessa,  anche se alle porte di Ferragosto sembra tutto rinviato a settembre…e intanto si spera in risvegli privi di nauseabonde “puzze”.

Mascia Quadarella

 

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Mascia Quadarella
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Giornalista