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Assalto al Vermexio 2018 si gioca a “Tira e molla”, a “Lascia o raddoppia” o all’Eredità”?

Siracusa- “Tira e molla”, “Risiko”, “Lascia o raddoppia”, “L’eredità”, “Avanti un altro”: la politica siracusana, per modalità esecutive e personaggi “istrionici”sembra ispirarsi a quiz televisivi e giochi di società, dove sicuramente la posta è troppo alta, vale a dire  il futuro della città,  rispetto all’investimento che molti hanno la reale capacità di fare. Pochi, infatti, al di là dei facili e demagogici proclami, sarebbero  in grado di gestire un apparato burocratico-amministrativo, tanto intricato e impelagato, come quello del Comune aretuseo.

Vari i campi di preparazione dell’annunciato “assalto al Vermexio”: dai tavolini dei bar, per il solito caffè pre-elettorale, che lascia spesso l’amaro in bocca a chi vede soffocare le proprie velleità sul nascere, schiacciato dalle “candidature forti”, ai summit dei falsi amici, pronti a coalizzarsi, fittiziamente, per evitare che l’onda del dissenso li travolga, trascinando a riva il nuovo emergente, che prova il solitario… per non perdere.

Di fronte gli uni con gli altri  i protagonisti di questo canovaccio, ormai ingiallito e improponibile se non prima ben revisionato, inneggiano al  “Tutti per uno, uno per tutti”, girate le spalle però attuano, spudoratamente, il  “Tutti contro tutti” …e  che “vinca il migliore”, o il “meno peggiore”, nelle speranze dei siracusani, che registrano almeno un candidato a famiglia, tirato dentro le liste per fare numero e non negare il favore all’amico.

In questo clima di sfida  lo sgambetto è in agguato,  e spesso il tiro mancino è lanciato sui social sotto forma di fake news, fatta circolare dall’allocco di turno, che crede di anticipare i giornali, con le proprie anteprime da cortile, facendo battere ritirata all’uno o all’altro papabile primo cittadino, creando confusione in gente già confusa e confusionaria di suo.

Poi arriva la smentita, si rimettono le fiches sul tavolo, si rimescolano le carte e si conservano gli assi nelle maniche, da gettare  sul tappeto verde a tempo debito, come in quelle partite da poker se non truccate, assai manovrate.

Una realistica  programmazione, purtroppo, sembra essere per tutti questi “strateghi” la grande assente, eccetto che sulla carta.

Sono tutti  pronti a illustrare interventi più o meno illuminati e intanto la vivibilità del capoluogo ogni giorno perde punti, da recuperare non a parole e paroloni, a cui nessuno è più disposto a credere. La fiducia, oramai, è esaurita.

Mascia Quadarella

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Mascia Quadarella
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Giornalista