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Auguri Renzo per i 18 anni non compiuti, la festicciola in strada degli amici

Siracusa- Non in tutte le fiabe, purtroppo, c’è un lieto fine. Bastano un attimo di imprudenza, l’incoscienza dei propri gesti, la strafottenza di fronte alle norme del buonsenso e del codice della strada a ribaltare la vita, fino a quel momento serena, di più famiglie: il cui destino cambia all’improvviso sotto la spinta, eccessiva, di un acceleratore.

E’ successo in questi giorni, in diverse parti della Sicilia e dell’Italia, suscitando  l’indignazione sociale, ma  nell’aprile di due anni fa è accaduto anche a Siracusa che su una carreggiata urbana sia stato versato il sangue di un innocente.

Teatro di quella tragedia fu  via Cannizzo, dove  un ragazzo spensierato, Renzo Formosa di 16 anni,  che prendeva a schiaffi col sorriso la vita, è finito nello scontro tra la sua moto e un’automobile che l’ha preso in pieno, causandogli ferite che gli sono state letali, poche ore dopo l’impatto.

Da quel giorno solo strazio, un quotidiano tormento per mamma Lucia, papà Giulio e il fratello Danilo, che non riescono a rassegnarsi alla prematura scomparsa del loro amato Renzo, combattendo una battaglia per la verità e la giustizia, per dimostrare le ipotizzate responsabilità del giovane alla guida del mezzo che avrebbe causato l’incidente mortale, e eventuali omissioni di chi quel giorno era preposto ai rilievi.

Infatti, la procedura, secondo la famiglia Formosa, non sarebbe stata rispettata come la gravità del caso imponeva, con l’esecuzione di test che accertassero o escludessero l’eventuale alterazione psicofisica dell’autista della vettura coinvolta.

Oggi quel principe, che viveva in simbiosi con la mamma, che sognava di fare il capitano di lungo corso e che come regalo per la raggiunta maturità aveva chiesto un viaggio a Malta,  avrebbe compiuto i suoi  18 anni.

Per lui, adolescente di sani principi,  il sogno di trascorrere questa ricorrenza speciale organizzando  un party con gli amici più cari e la famiglia:  i brindisi , gli scherzi, i balli e il tanto desiderato biglietto del catamarano per l’isola britannica, a poca distanza dalla Sicilia.

Un viaggio che Renzo aveva chiesto a mamma Lucia, che lo avrebbe esaudito, come sempre.

Una piccola tratta ambita,  di cui Renzo parlò anche, pianificandolo nel dettaglio e tenendo in considerazione le economie della famiglia, tanto era giudizioso, in un tema, che oggi la madre conserva come un cimelio, ricevuto in dono da una docente dal cuore d’oro.

In quelle righe l’entusiasmo e le speranze di un giovane pronto a spiegare le ali, a proiettarsi verso il mondo, verso nuove avventure, da condividere a furia di selfie con i familiari, con cui era solito chattare quando era lontano da casa, e con i quali ancora resiste, ed è ben saldo, un cordone d’amore e di ricordi, che nemmeno la morte e la rabbia riusciranno a recidere.

Renzo fa sentire la sua presenza ogni momento ed è rimasto vivo tra i suoi amici, tanto che ieri sera hanno voluto organizzare sotto quella che fu la sua casa, la sua oasi felice, il suo covo di spensieratezza,  una piccola festicciola, con tanto di fuochi d’artificio e lunghi abbracci alla mamma disperata, che non ha potuto celebrare accanto al suo piccolo uomo il traguardo della maggiore età.

“E’ solo lui e l’amore che nutro per mio figlio Danilo che mi consentono di andare avanti. Sono una donna privata dell’anima, un corpo svuotato della sua energia vitale- sottolinea mamma Lucia. Ho sempre vissuto per i miei figli, ma uno me lo hanno strappato dalle braccia, l’altro ha subito una perdita che gli ha segnato la vita. E’ un peso che non si può reggere, sapere che senza alcuna colpa mio figlio è seppellito da due anni, oggi avrei dovuto accompagnarlo a Pozzallo, per prendere il catamarano, dopo aver spento 18 candeline. E’ arrivato fino a 16 e l’incantesimo si è sciolto. Mi restano i ricordi? Si, mi nutro di quegli attimi vissuti, per troppo poco tempo. Non doveva finire così. Chi me lo ha portato via deve pagare. La giustizia deve essere uguale per tutti. Non mi fermerò fino a quando avrò aria nei polmoni, anche se già non respiro da due anni”.

Mascia Quadarella

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Mascia Quadarella
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Giornalista