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Avviata la paninoteca simbolo della lotta comune per la legalità

Siracusa – Ci sono luoghi simbolo sparsi in tutto il mondo e spesso rappresentano conquiste del passato. A Siracusa, dal 1 febbraio, a rappresentare una battaglia vinta dalla società civile e dall’alto senso comune di legalità è una piccola attività  a conduzione familiare del settore “food and beverage”, di Luigi Terracciano, nel cuore della Borgata siracusana. Una paninoteca che qualcuno aveva ben pensato di far chiudere prima del tempo, piazzando una bomba carta accanto alla saracinesca, facendola esplodere, creando danni tali da far pensare a caldo al titolare di rinunciare all’impresa. Lo sconforto e lo sfogo sulle pagine social della vittima di questo attentato, di cui i moventi sono al vaglio degli inquirenti, hanno catalizzato sul vile atto l’attenzione non soltanto delle istituzioni e delle forze dell’Ordine, ma soprattutto della cittadinanza siracusana.  “Il  locale si aprirà”, il diktat è partito dalle associazioni, dai singoli, da tutti quanti hanno fatto dell’unione la loro forza, anche raccogliendo soldi, con  una gara di solidarietà  “vinta”, che ha reso possibile i lavori di ripristino e tanto orgogliosi i siracusani di saperci essere per gli altri al bisogno. Una storia a lieto fine, dunque,  quella del Planet food e lo slogan “Ci ritorno” ora più che mai sembra azzeccato.Consumando un panino si avrà l’impressione, infatti, di infliggere un morso a chi pensava di “disturbare” un imprenditore che ha scelto la  sua città per mettere radici e produrre. Una piccola storia che diventa emblematica del contrasto possibile alla delinquenza, organizzata o a briglie sciolte, che fa tornare a sperare e a sorridere quanti credono nella Giustizia.

Terracciano, quanto le è servita la vicinanza della gente del quartiere e dei siracusani nel non abbandonare la barca, che qualcuno non voleva arrivasse al porto?

Mi sento molto più motivato. Da siracusano con orgoglio posso solo vantarmi dell’affetto delle persone. Di solito, io in primis, non parliamo tanto bene del nostro modo di vivere o agire  “siracusano”, ma mi sono ricreduto davvero di fronte a questo problema. Oggi mi sento fiero di essere siracusano perché di fronte al danno subito è uscita fuori la solidarietà delle persone comuni. E’ stato fondamentale sentirsi sulle spalle le pacche di persone fino ad allora sconosciute che ti vogliono infondere coraggio, ti fanno sentire la loro vicinanza, il loro affetto.  Ho avvertito,poi, forte la presenza delle forze dell’ordine delle istituzioni…Da qui una targa dedicata ai miei concittadini e a quanti ho avuto accanto.

Avanti tutta, dunque e in bocca al lupo…

Mascia Quadarella

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Mascia Quadarella
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Giornalista