Ultim'ora

Caporalato, scoperta altra baraccopoli nelle campagne di Cassibile, poteva accogliere circa 120 braccianti irregolari

Siracusa- Con la primavera, l’inizio del bel tempo e delle raccolte agricole di stagione, non si arresta in provincia di Siracusa il fenomeno del caporalato, esercitato prevalentemente su braccianti agricoli extracomunitari, più disposti a svendere la propria attività a prezzi sotto i minimi salariali previsti dai contratti di lavoro nazionale.

Lavoratori che non soltanto vengono sfruttati economicamente ma ai quali non viene garantito nemmeno l’alloggio, che improvvisano bivaccando  nelle campagne in prossimità di quelle in cui lavorano, creando spesso condizioni igieniche precarie.
Situazioni ormai conosciute dalle istituzioni locali e le Forze dell’ordine, che stanno cercando di arginarle, attraverso  attività di prevenzione e contrasto delle stesse, così come concordato anche in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto.
Incessante in questo senso sono i controlli dei Carabinieri, che stanno battendo tutte le zone “a rischio” nel tentativo di ridare dignità a questi lavoratori e ripristinare condizioni ambientali ottimali nei luoghi impropriamente usati come dimore.
Dopo la tendopoli di fortuna, scoperta alcuni giorni fa, adibita a ricovero e realizzata con tende, baracche e materiali vari, al cui interno erano stati individuati 37 cittadini extracomunitari, ieri, i carabinieri della Stazione di Cassibile, nella località di Stradicò, in un terreno di proprietà privata di circa 1 km2, hanno riscontrato la presenza di un insediamento abusivo costituito complessivamente da oltre 50 baracche in legno ed in lamiera, con capacità alloggiativa per circa 100/120 persone.
Al momento del controllo erano presenti 79 cittadini extracomunitari, in maggioranza di origine africana, tutti di sesso maschile, maggiorenni ed in regola sul territorio nazionale, che sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Siracusa per invasione di terreni.
L’area in questione, trovata in pessime condizioni igienico sanitarie è, tra l’altro, priva di acqua corrente ed energia elettrica.
Gli ospiti hanno anche realizzato degli ambienti comuni, per dare un “servizio” alla comunità che si è venuta a formare, in particolare sono stati realizzati un locale ricreativo attrezzato con un bancone e utilizzato per la mescita di alimenti e bevande, con tavolini ed un televisore ed un vano riservato alla preghiera.
Nella baraccopoli è stata trovata una discarica a cielo aperto in cui giornalmente vengono bruciati i rifiuti prodotti dagli occupanti.
Il Comando Carabinieri procedente ha provveduto ad informare, oltre all’Autorità Giudiziaria, anche il Comune e l’A.S.P. di Siracusa per i provvedimenti di rispettiva competenza.
In tal senso è stato già effettuato un sopralluogo congiunto carabinieri Cassibile – assessorato alle Politiche Ambientali del Comune di Siracusa, a seguito del quale è stato predisposto un piano di interventi per sanare definitivamente l’area, in stretta intesa con la Prefettura locale.
I servizi continueranno senza sosta nei prossimi giorni, nella convinzione che tale fenomeno, altamente dannoso per l’economia sana del territorio, è fastidioso perché foriero di sensazione di irregolarità diffusa e vada, pertanto, contrastato con capillarità e costanza di servizi.
In detto ambito, proseguiranno anche le mirate attività di verifica da parte dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) che, nel settore specifico, dall’inizio dell’anno, hanno eseguito 10 accessi ispettivi in altrettante aziende agricole e controllato 148 posizioni lavorative. Circa un quarto di esse sono risultate posizioni irregolari sotto il profilo della durata dei turni di lavoro, che eccederebbe le 40 ore settimanali contrattualmente previste, 11 i lavoratori occupati in nero e, in particolare, per una azienda agricola è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale per avere occupato in nero oltre il 20% del personale in forza.
Inoltre, 3 titolari di aziende ispezionate, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà per violazioni alle norme sulla sicurezza, contemplate dal D.Lgs 81/08. In due casi, i dipendenti non sono stati sottoposti a visita medica e non hanno ricevuto i dispositivi individuali di protezione (scarpe antinfortunistiche, guanti e mascherine protettive); nel terzo caso, i dipendenti utilizzavano macchine e strumenti agricoli non conformi alle norme del citato Testo Unico sulla Sicurezza.
Le sanzioni amministrative elevate  ammontano a circa 50.000 euro, mentre le ammende comminate ammontano a quasi 10.000 euro.

Mascia Quadarella

Print Friendly, PDF & Email
Mascia Quadarella
Informazioni su Mascia Quadarella 4901 Articoli
Giornalista