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Citato come testimone in un processo, pretendeva come risarcimento un Rolex: arrestato insieme al cognato per estorsione

 Rosolini-  Era stato “scomodato” perché chiamato a testimoniare in un processo e pertanto voleva essere risarcito del disturbo, dallo stesso inteso come “danno”, con un costoso orologio da polso da chi, seppur indirettamente,  lo aveva “chiamato in causa”, quindi un imprenditore del posto di 40 anni.

Le sue richieste però avevano assunto,  per modalità e toni,  le caratteristiche delle minacce, fino a degenerare nell’estorsione  e nella tentata violenza privata, tanto da indurre la vittima a fare un esposto ai Carabinieri.

A seguito del quadro accusatorio composto a suo carico,  dopo  una lunga attività d’indagine, avviata al momento della denuncia, quindi a settembre dello scorso anno, destinatario di un ordine di custodia cautelare in carcere è stato Raimondo Gennaro, 53 anni, dipendente comunale.

Assieme a lui, è finito nei guai, in quanto complice, il cognato 58 enne,  Salvatore Rizza, gioielliere, il quale è stato assoggettato, invece, al regime dei domiciliari.

Quest’ultimo avrebbe  accompagnato l’imprenditore costretto al “regalo”  a Ragusa, nell’ottobre del 2016, per  acquistare al prezzo di 5 mila e 500 euro il Rolex, per poi prenderlo in custodia  e  consegnarlo al parente, che a forza lo aveva rivendicato.

Acquisto forzato monitorato  dai militari dell’Arma e documentato da filmati e audio girati al momento dell’operazione.

A coordinare le indagini sono stati il sostituto procuratore della Repubblica, Margherita Brianese, con la direzione del procuratore capo, Francesco Giordano.

Mascia Quadarella

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