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Coltraro (Sd): Il 30% della popolazione è anziana, adeguare servizi

Siracusa – “Quasi il 30% della popolazione siracusana rientra nella fascia di età dai 60 ai 100 anni. I cittadini che convergono  in questo segmento anagrafico nel 2016,  su una popolazione globale di 122.291 persone, sono stati  ben 32.965, molti dei quali versanti in condizioni economiche che rasentano la povertà, per pensioni da fame o in molti casi ancora non maturate e non compensate da ammortizzatori sociali, che consentano il sereno  traghettamento fino alla pensione sociale. Nei confronti di tale macro-categoria demografica, purtroppo i servizi a sostegno sono precari e quando esistenti dispensati con il contagocce”. L’analisi è del capogruppo di Sicilia Democratica all’Ars Giambattista Coltraro, che ha ascoltato diverse lamentele e segnalazioni di anziani del capoluogo aretuseo, che vivono in condizioni di marginalità, a causa di una serie di disservizi. “ Questi cittadini, destinati a diventare la maggioranza della popolazione- sottolinea Coltraro- spesso hanno una ridotta mobilità, non solo per cause fisiche legate all’avanzare del tempo, ma di impossibilità a disporre di mezzi di trasporto propri. Purtroppo, mi riferiscono che  non possono fare affidamento sul servizio di trasporto urbano, poiché alcune zone risultano poco servite, specie nelle ore serali e anche notturne e molte corse vengono saltate, costringendo a attese inutili e stancanti”. “Mi chiedo- dice Coltraro- se non sia possibile integrare queste carenze coinvolgendo i privati in servizi mirati e so che in alcuni casi si sono trovate le giuste convenzioni, per esempio per l’accompagnamento in ospedale o per  fare la spesa”. “In questo caso, però,  più che puntare sulle moderne applicazioni da smartphone, che questa fascia di cittadini poco sa utilizzare, bisognerebbe istituire una linea telefonica gratuita in cui fare convergere domande e offerta di servizi di questo tipo e ridurre così il disagio, magari consentendo a giovani disoccupati o a professionisti del trasporto di persone di arrotondare svolgendo un servizio di pubblica utilità”. “Inoltre- sottolinea Coltraro- so di esigui stanziamenti per le attività ricreative e formative all’interno dei centri diurni per anziani, dove i frequentatori sono costretti spesso a far fronte, quando possono permetterselo, alle piccole spese di ordinaria amministrazione. Mi chiedo perché non si riesce, data la presenza di tante associazioni di volontariato nel territorio, a fare squadra e a mettere su progetti, anche candidabili a partecipare alle risorse di misure comunitarie destinate all’inclusione sociale”.” Penso – conclude Coltraro- che gli enti locali debbano cominciare a dialogare meglio con la cittadinanza per interpretarne i bisogni reali”.

(foto di repertorio centro anziani)

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Mascia Quadarella
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Giornalista