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Dipendenti ex Provincia regionale: “Non sciogliamo il presidio h 24 fino all’arrivo materiale dei nostri soldi”

Siracusa- I “totò” mangiati quest’anno  dagli ex dipendenti della Provincia regionale di Siracusa, oggi Libero Consorzio comunale, hanno avuto un retrogusto ancora piuttosto amaro, che non è  sicuramente quello  buono che lascia l’aroma del cacao dei dolci siciliani, tipici  delle celebrazioni novembrine,  bensì quello  sgradevole scaturente  dall’estenuante attesa a cui sono costretti da ben 6 mesi.

L’ultima erogazione degli stipendi da parte dell’ente a favore di questi  impiegati, infatti, risale a maggio scorso. Una situazione insostenibile che ha costretto padri e madri di famiglia, da diversi giorni,  ad occupare pacificamente h 24 la sede di via Malta, seguendo una turnazione programmata, al fine di stimolare l’accelerazione degli  iter burocratici per lo stanziamento di risorse a favore del Libero consorzio in grave crisi finanziaria.

Iter che ieri sembra si sia concluso positivamente, con la firma di un  decreto che confermerebbe la destinazione di oltre 11 milioni di euro per l’ex Provincia di Siracusa, che potrà così far fronte ai pagamenti e alle altre spese ordinarie.

Una certezza che al momento rimane impressa sulla carta, pertanto i dipendenti hanno deciso di non smantellare il presidio, almeno fino a quando non arriveranno materialmente i soldi nella tesoreria dell’ente, e quindi poi essere versati nei   loro conti corrente, oggi tutti in rosso.

 

“Attendiamo che almeno le risorse arrivino nella tesoreria del Libero consorzio aretuseo- riferisce Rita Salerno – rappresentante sindacale- . Oggi seguiremo la messa al Pantheon, celebrata da monsignor Pappalardo, arcivescovo di Siracusa, ma abbiamo già organizzato i turni per la notte. Non abbasseremo la guardia fino a quando non arriveranno i soldi”.

Per non interrompere il pubblico servizio gli impiegati ogni giorno garantiscono la loro presenza e operatività negli uffici per due ore, dalle 7.30 alle 9.30.

“Ci sono drammi che si consumano nelle nostre famiglie- riferisce Rita Gionfrida, dipendente-. Non abbiamo certezze presenti e future su cosa ne sarà di noi. Ad una mia collega la figlia ha detto, guardandola negli occhi: “Mamma hai perso il sorriso”. Non abbiamo perso solo il sorriso, molti hanno esaurito le forze e non solo economiche per andare avanti. Tra noi c’è gente che si è indebitata con amici e parenti per presentarsi sul posto di lavoro regolarmente. Molti sono pendolari e la benzina ha un costo. Altri non pagando i mutui hanno le case pignorate. C’è molta disperazione. Al momento non ci muoveremo da qui”.

Mascia Quadarella

 

 

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Mascia Quadarella
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Giornalista