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Disabilità, Anffas sfratto per morosità dai locali di via Brenta. Famiglie disorientate. Peretti:”Non si spenga il nostro faro”

Siracusa- Delusione, rabbia, senso di fallimento, smarrimento. Sono questi gli effetti dello sfratto per chi lo subisce, senza aver contribuito a determinare le cause che hanno fatto scattare questo provvedimento estremo, “odioso”, anche se va a tutelare altri diritti violati.
Quando lo sfratto colpisce una famiglia ne viene stravolta l’intimità, vengono mandati a monte sacrifici di generazioni, si cancellano i ricordi felici per dare spazio al senso di angoscia, al disorientamento. Si è costretti a patire quel dolore lacerante delle radici tagliate, anche se sane, vitali, decontaminate, pronte a far scorrere nuova linfa. La rassegnazione difficilmente lascerà spazio alle ragioni giudiziarie, creerà sconforto, annienterà le forze, svilirà. Se a subire lo “sfratto”, poi, sono decine e decine di famiglie, accomunate dal disagio della “disabilità” gli effetti sono devastanti, e le colpe,  in questo caso quelle della “mala” politica, imperdonabili.
A Siracusa, nei giorni scorsi, a subire lo “sfratto” dai locali di via Brenta, dopo anni di intenso lavoro e di sacrifici che hanno alleggerito il peso di diversi genitori e parenti di persone con disabilità psico-fisica, offrendo servizi e terapie cognitivo-comportamentali e progetti di intrattenimento ludico-pedagogico, volti ad accrescere l’autonomia, sono proprio gli assistiti, perché tali sono, dell’Anffas- Assofadi, guidata con amore e dedizione in città da un papà coraggio, Nando Peretti.

La notizia della perdita dei locali che ospitavano l’associazione, che il Libero consorzio comunale di Siracusa, ex Provincia regionale, non poteva più permettersi di locare, avendo già maturato debiti ingenti  nei confronti dei proprietari degli immobili, che hanno agito per morosità, ora sta cercando di trovare una soluzione, assieme al Comune di Siracusa, in modo da trovare spazi idonei a consentire all’Anffas lo svolgimento delle attività, o per lo meno di quelle più importanti.

Indignazione tra  il popolo del Terzo settore e dell’associazionismo siracusano, perché a pagare le spese di sprechi e cattive gestioni della cosa pubblica sono sempre le fasce sociali bisognose di attenzioni e di  interventi a sostegno.

Inoltre, la chiusura del centro avrà anche ripercussioni in termini occupazionali: 8 i dipendenti che perderanno il posto.

Giorno 28 marzo l’Associazione a livello nazionale celebrerà il tradizionale Open-day, mentre la sede di Siracusa vive un momento cupo, un closed day indotto.

” Si sta spegnendo un faro- dice Nando Peretti, fresco di nomina nel Consiglio direttivo dell’Osservatorio provinciale per la disabilità- sul mondo della disabilità psichica. E’ assurdo annientare con un colpo di spugna anni di lavoro, svolto nell’unico interesse di offrire assistenza ai disabili e un’oasi di respiro ai loro familiari. I nostri ragazzi piangono all’idea di dover fare a meno di quella che è la loro seconda casa, dove hanno trovato affetto e compagnia, dove sono stati sottratti alla solitudine e all’indifferenza. Spero che si trovi l’alternativa. Non ci interessa il  luogo ma quello che possiamo continuare a fare per questi nostri figli meno fortunati. Non ci rassegneremo e lotteremo forti della nostra missione”. E la città non mancherà di appoggiare questa battaglia di  umanità e civiltà.

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Mascia Quadarella

 

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Mascia Quadarella
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Giornalista