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Famiglia siracusana sfrattata: “Dateci almeno una roulotte”: il racconto della disperazione

Siracusa – “Siamo senza casa, siamo siracusani, abbandonati ai nostri problemi”. E’ stato questo il grido di aiuto lanciato,  da diverse settimane,  in alcuni post sul proprio diario social da Angelo Di Noto,  64 enne siracusano,  nei fatti disoccupato di lungo corso, che cerca di arrangiarsi come può, improvvisandosi ambulante al mercatino delle pulci o facendo qualche lavoretto giornaliero.

Dal 19 aprile 2017 Angelo e la sua famiglia sono stati messi alla porta da uno sfratto, la cui esecuzione era diventata inderogabile. A nulla sono valsi  appelli e preghiere, così hanno dovuto  lasciare per morosità la casa che non riuscivano più a pagare.

Assieme alla moglie ed  ai figli, un minore di 15 anni e un ragazzo di 27 anni invalidato da una malattia genetica degenerativa che gli provoca osteoporosi oggi in stato avanzato,  si sono ritrovati senza un tetto sotto la testa, costretti a vivere come nomadi: dormendo in macchina o ospitati da qualche amico.

Diverse pare siano state le richieste inoltrate ai Servizi sociali, nonché al primo cittadino in persona. Dopo qualche piccola parentesi di accoglienza, come gli otto giorni di albergo pagati dalla Caritas, la situazione di disagio si è ripresentata puntualmente.

“ Ho detto  alle Politiche sociali- dice Angelo DI Noto – di aiutarmi a trovare un alloggio, anche una roulotte in uso alla Protezione civile, per starci fino all’anno prossimo, quando finalmente riceverò la pensione sociale e forse mio figlio otterrà l’indennità d’invalidità che gli spetta. Quattro mura, anche mobili, dove stare, senza perdere la dignità e disturbare ancora gli amici, la cui disponibilità è limitata. Io durante queste ultime notti sto dormendo in una macchina sfasciata, fuori uso, che possiedo. Mia moglie e i mie figli dormono da un amico. Ci accontentiamo di poco, ma abbiamo bisogno di tornare in un posto sicuro la sera”.

Nulla, sottolinea,  contro il collocamento momentaneo in una casa di accoglienza”.

“Non siamo persone che non vogliono lavorare – continua Di Noto-  mia moglie e io ci arrangiamo e non abbiamo grandi pretese. Ma i nostri ragazzi hanno il diritto di completare in serenità gli studi e non sentirsi dei diseredati sociali”. “Mangiamo- racconta- in giro. La sera andiamo alla Caritas, ci siamo ritrovati senza nulla e senza aiuto”. “Ho fatto un esposto cautelativo ai Carabinieri dove ho precisato la situazione in cui vivo, sperando di spronare anche i servizi sociali a trovare una soluzione”.

Dai servizi sociali risponde lo stesso assessore al ramo, Giovanni Sallicano

Esprimo  – premette- tanta solidarietà a  tutte le persone che vivono queste situazioni di difficoltà”. “ Ho accolto più volte – spiega-  la famiglia Di Noto nel mio ufficio in assessorato, abbiamo messo in campo, quando è stato possibile, le misure a supporto, ma i fondi sono veramente pochi a fronte di una domanda sempre più crescente. Ci sono lunghe graduatorie da scorrere e ho invitato anche il signor Di Noto a partecipare, requisiti rientrando tra quelli richiesti, all’iniziativa Housing First gestita dalla Caritas, fino a esaurimento fondi. Non abbiamo mai negato il nostro supporto, o negato nei limiti del possibile la nostra assistenza, che oggi mira al reinserimento sociale delle persone in difficoltà.  Purtroppo ripeto i casi sono davvero tanti”.

La disperazione è dilagante, dunque, e ben poco le istituzioni con i budget a disposizione,  riescono a fare. Forse troppo poco. Quindi, la speranza è quella di ricorrere alla solidarietà della comunità siracusana. Intanto, magari, iniziando ad offrire a questa famiglia in comodato d’uso gratuito un  vecchio caravan o una  roulotte inutilizzata da usare come ricovero la notte. Per mangiare,a turno,   qualche ristoratore potrebbe offrire  un pasto caldo di tanto in tanto a pranzo, per far sentire meno  il peso di non avere nulla a questa famiglia, in cerca di riscatto o forse soltanto di un’altra opportunità.

Mascia Quadarella

 

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Mascia Quadarella
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Giornalista