Fatti di Avola,la riflessione di Zappulla, ex sindacalista e deputato

"Rispondere- dice Pippo Zappulla- alle nuove esigenze delle produzioni e del mercato, con la compressione dei diritti nel lavoro è un rischio sempre presente e incombente"

Avola- Oggi sono a Chiusa di Carlo – esordisce Zappulla – , alle porte di Avola, insieme ai lavoratori, al sindacato e alle istituzioni alla commemorazione di quei tristi e drammatici fatti per non dimenticare. Ricordare, non far perdere la memoria ai giovani e alle nuove generazioni è un preciso dovere di tutti. In quel giorno ad Avola si consumò una tragedia e un dramma per due lavoratori che persero la vita, per altri 48 che furono feriti e per le loro famiglie e compagni. Una vicenda drammatica che segnò una intera stagione sindacale e per l’intero Paese. Fu uno degli eventi che scatenò una giusta indignazione in tutta Italia e contribuì a sviluppare quella straordinaria stagione del 68-69 nelle fabbriche, nelle scuole e nelle università.
I giovani devono sapere che quei braccianti – dichiara Zappulla – persero la vita perché stavano lottando per sacrosanti diritti, per combattere le gabbie salariali, perché allora un bracciante di Avola percepiva un salario diverso da quello di un bracciante di Lentini.
Per queste ragioni il Sindacato dichiarò lo sciopero generale ad Avola dove si verificarono gli scontri con le forze di polizia di allora che subirono l’ordine di sparare sui lavoratori.
A 50 anni da quel 2 dicembre 1968 giusto e doveroso ricordare perché è necessario tenere sempre alta – afferma il coordinatore regionale di Art1 Mdp – la vigilanza contro i tentativi, sempre presenti, di riportare indietro le lancette della storia dei diritti e della civiltà nel lavoro.
Confondere – ammonisce Zappulla – le necessità di rendere moderne le regole del mercato del lavoro, di innovare i rapporti contrattuali, di rispondere alle nuove esigenze delle produzioni e del mercato, con la compressione dei diritti nel lavoro è un rischio sempre presente e incombente.
Sosteniamo con sempre maggiore convinzione – conclude Zappulla – che la qualità dei diritti dei lavoratori è condizione irrinunciabile per la qualità dello sviluppo, dell’economia e della stessa impresa; la dignità e i diritti dei lavoratori sono al contempo condizione di civiltà e di libertà che segna la stessa democrazia del Paese”.

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CircaMascia Quadarella

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