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Femminicidio Canicattini: la lite, la gelosia le coltellate. Il compagno ha confessato ed è in carcere

Canicattini Bagni- Con la grande titubanza tipica di questi casi, incalzato con le giuste tecniche di convincimento da parte degli investigatori e degli inquirenti, la cui celerità operativa ha reso possibile stringere il cerchio su di lui, a poche ore dal delitto, Paolo Cugno, 27 anni, avrebbe confessato l’omicidio della propria compagna, Laura Petrolito, vent’anni, il cui cadavere è stato ritrovato in un pozzo artesiano in una campagna tra Noto e Canicattini Bagni, la scorsa domenica mattina.

Il movente del crimine, per il quale l’indagato è stato fermato e tradotto in carcere, con l’accusa di omicidio aggravato, sarebbe verosimilmente la gelosia, innescatasi in un rapporto di per se stesso contrassegnato da problematiche relazionali evidenti.

Nel corso di una conferenza stampa, convocata nella tarda mattina di oggi,  il procuratore capo della Repubblica di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, il sostituto Marco Dragonetti e il comandante provinciale dei Carabinieri di Siracusa, Luigi Grasso, hanno fornito  qualche dettaglio sul femminicidio di Lauretta. E’ così che, con grande e collettivo affetto,  la gente  del  piccolo comune del Siracusano, teatro dell’inizio e della fine sanguinosa del rapporto sentimentale travagliato tra i due giovani dello stesso paese, chiamava e chiama ancora, nei messaggi di cordoglio, la vittima.

Le indagini

“Volevo sottolineare- ha specificato il procuratore capo della Repubblica di Siracusa, Francesco Paolo Giordano- che si è partiti da una base informativa fornita dalla stazione dei Carabinieri di Canicattini Bagni e della Compagnia competente. La piattaforma di elementi raccolti, poi, si è sviluppata e tradotta, nell’arco di poco tempo, in atti di indagine”. “Il cerchio- spiega-  si è ristretto quasi subito attorno a una sola persona, che era appunto il compagno della vittima”. “Naturalmente- precisa il procuratore Giordano- siamo all’inizio delle indagini, più in là saranno approfondite tutte le sfaccettature di questa triste vicenda. Per ora il risultato è questo decreto di fermo, che è frutto del lavoro incessante degli operatori”.
“ Noi siamo rispettosi- continua- delle esigenze di difesa dell’indagato e chiariamo che il risultato di oggi non equivale ad una condanna, è piuttosto un primo tassello, suscettibile di ulteriori approfondimenti,  e saranno i processi a stabilire come effettivamente si sono svolti i fatti”.

La ricostruzione 

L’omicidio sarebbe avvenuto nelle campagne di pertinenza dell’indagato, in contrada Tradituso, ricadente nel territorio di Noto, non molto lontano da quello di Canicattini Bagni, intorno alle 22. I ragazzi si sarebbero recati lì, probabilmente per ragioni di lavoro, legati alla gestione degli animali presenti nel fondo. L’omicidio sembra essere scaturito dall’ennesima lite tra i due conviventi. Ad innescarsi in un rapporto forse immaturo, risultando letale,  la maledetta gelosia.

“ Non escludiamo, però- ha precisato il colonnello Luigi Grasso, comandante provinciale dei Carabinieri di Siracusa – che ci possano essere eventuali altre motivazioni, diciamo caratteriali, di incomprensioni interne alla coppia. Una coppia- spiega- che non sembrava perfettamente amalgamata, caratterizzata da problematiche relazionali evidenti”.

Diverse le coltellate inferte alla vittima. Dal contrasto verbale, dalle minacce, l’indagato sarebbe passato ai fatti, infliggendo alla compagna diverse pugnalate, usando un coltello presente nel capanno, all’interno del fondo, dove Laura avrebbe trovato la morte.

Se ci siano state altre forme di violenza, prima delle coltellate, lo chiarirà l’autopsia che è già stata disposta dai magistrati, e che sarà eseguita entro i termini di legge: trascorse, cioè, almeno 24 ore dal decesso, con tutte le garanzie di difesa. Poi, secondo la strategia accusatoria non ancora definita, si potrebbe richiedere una consulenza tecnica, o ancora un incidente probatorio.

L’indagato, dopo la chiusura iniziale, il silenzio tombale, avrebbe reso una confessione dettagliata, vedendo che gli elementi raccolti dagli inquirenti non deponevano certo a suo favore.

Laura lascia orfani due bambini di tenera età

Laura era una giovane mamma piena di speranze, finite in quel pozzo, dove il suo corpo senza vita è rimasto incastrato a metà profondità, lasciandosi così trovare. Sognava la normalità di una famiglia unita, Laura, ma purtroppo ha lasciato orfani due bambini. Il primogenito di circa 2 anni e mezzo, nato da una precedente relazione, è da tempo affidato alla nonna paterna, che se ne prende amorevolmente cura e il figlioletto della coppia , invece, di circa 9 mesi,  sarebbe stato affidato per il momento ad una comunità. I piccoli, comunque, potranno sicuramente contare anche sull’affetto del padre di Laura, un uomo buono che, con l’aiuto dei servizi sociali, aveva cresciuto con dedizione e sacrifici quella figlia tanto amata, che non aveva potuto contare sulla vicinanza della mamma.

L’indignazione e l’incredulità della gente

I social network alla notizia si sono riempiti di messaggi di solidarietà ai parenti della giovane, ma anche di indignazione e incredulità per l’accaduto. Non si esclude che nei prossimi giorni iniziative di piazza possano essere dedicate alla vittima, per sensibilizzare ancora di più contro la violenza di genere, per invitare le donne vittime di rapporti sentimentali malati a non avere paura di denunciare, di cercare aiuto.

Mascia Quadarella

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Mascia Quadarella
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Giornalista