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Una fiaccolata, poco partecipata, ieri in città per ricordare il sacrificio dei giudici antimafia

Siracusa – Siracusa non dimentica. Ieri, la città, o meglio alcuni cittadini siracusani, hanno ricordato l’uccisione di Paolo Borsellino, magistrato antimafia,che avvenne 25 anni fa, 50 giorni dopo quella del suo collega e amico Giovanni Falcone e gli uomini della scorta.

Il momento di commemorazione, tradotto in una fiaccolata, è stato organizzato dall’associazione no profit “Lo Scrigno di Aretusa”, presieduta da Deila Caruso. “Questo anniversario- ha affermato la promotrice dell’iniziativa-  non può e non deve essere dimenticato”.

“I nostri giudici, oramai conosciuti in tutto il mondo – ha continuato- meritano di essere ricordati e di ricevere  sicuramente giustizia. In questo percorso di memoria desidereremmo coinvolgere i giovani,  o meglio i giovanissimi, quelli che ancora non hanno compreso il valore del sacrificio di questi due eroi contemporanei, che hanno rinunciato alla loro vita per l’affermazione dei valori della legalità”.

Le persone con in mano i lumini, troppo poche invero, sono partite   da piazzale Marconi per giungere al Duomo, dove si sono auto-coinvolti i turisti incuriositi dalla manifestazione.

“Giovanni Falcone vive. Paolo Borsellino vive”, pronunciate con commozione da parte dei partecipanti, si è conclusa la serata, troppo sottotono per la memoria di chi veniva celebrato.

Cinzia Giddio

tutor Mascia Quadarella

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Mascia Quadarella
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Giornalista