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Fondi riqualificazione Ortigia, privati a bocca asciutta dal 2005? La denuncia

Siracusa- Contributi  per la  riqualificazione di Ortigia, derivanti dall’ex legge regionale  34/1985 destinati anche all’edilizia privata, da qualche anno, “sfruttati” dall’amministrazione comunale di Siracusa per l’esecuzione di opere pubbliche, sempre nel centro storico, lasciando però letteralmente a bocca asciutta, almeno dal 2005, diversi residenti che, facendo affidamento sui fondi prospettati, avevano realizzato interventi di adeguamento e restauro dei propri immobili, formalizzando, con tanto di rendicontazione, le istanze di partecipazione all’assegnazione delle risorse.

 Cittadini che ancora oggi, in gran parte, figurerebbero come aventi diritto in attesa, ma in una graduatoria di fatto in “stallo” dal 16 dicembre 2005, quindi un ventennio, data pare dell’ultimo scorrimento, secondo una nota di riscontro ad una recente istanza di accesso civico firmata dal responsabile del servizio comunale di riferimento.

La denuncia è del Comitato “Ortigia cittadinanza Resistente”, il cui portavoce, Davide Biondini, ritenendo eccessivamente “restrittiva” l’interpretazione delle normative e direttive regionali, chiede conto e ragione all’amministrazione Italia delle iniziative e dei progetti sui quali i fondi “imputati” sarebbero stati e saranno investiti, rivendicando, in virtù della trasparenza e della giustizia, anche l’esibizione della relativa documentazione.

Documentazione che sarebbe “particolarmente abbondante”, almeno per l’invio in digitale, come si evince da una nota, inviata, sempre dal settore Edilizia privata “Centro Storico” a Salvatore Schiavone, uno dei cittadini che ha reso pubblico il proprio caso personale, a titolo esemplare, e che ha chiesto, nelle forme previste dalla legge: copia delle graduatorie dal 2005 al 2025, dettaglio sull’utilizzo dei fondi e sulla ripartizione degli stessi tra pubblico e privati, copie di alcune delibere dal 2015 al 2024 ; copia delle rendicontazioni trasmesse alla Regione Siciliana. Il tutto al fine di avere una panoramica più chiara della sua posizione e di quella di tanti cittadini lasciati in sospeso.

L’unico dato evinto da Schiavone, probabilmente anche per le stringenti normative sulla privacy, è che davanti alla sua ci sarebbero ancora ben 88 pratiche, mentre sarebbero state liquidate secondo l’ordine cronologico di presentazione le istanze fino, appunto, alla data del 16 dicembre 2005”.

Una situazione “assurda”- dichiarano i due cittadini- che merita un approfondimento, che noi non abbiamo tardato a pretendere, avviando una serie di interrogazioni formali che sono ancora in attesa di altrettanto formale riscontro e non demorderemo nell’avviare tutte le procedure di tutela necessarie”.

Il servizio di Mascia Quadarella

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Giornalista