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Giovani italiani in fuga verso le terre promesse. Cna: “Disfate le valigie e rimanete al Sud a fare impresa”

Siracusa – Neo-laureati e over 40 in fuga dall’Italia per cercare speranza in altre nazioni europee, ma molti anche  all’estero. Inghilterra, Belgio, Germania, America, Australia e pure la Cina si confermano  le contemporanee “terre promesse”.

Il Belpaese, purtroppo, rimane solo ricco di risorse improduttive e di desideri irrealizzati. L’assenza di una politica che favorisca nel concreto il lavoro sbarra le prospettive a chi ormai vede, ogni giorno di più, la possibilità di un inserimento occupazionale stabile allontanarsi, fino a svanire.

Così, molti italiani, in ginocchio da troppo tempo,  stanchi di attendere invano, mentre gli anni passano, di essere sfruttati e sottopagati, per realizzare un progetto di vita dignitoso si vedono costretti ad abbandonare la propria terra d’origine e a  salutarla per sempre.

E’ in atto un triste e inarrestabile esodo.  La patria della cultura ha fatto smettere di sognare i suoi figli migliori, che altrove vengono apprezzati, valorizzati e soprattutto retribuiti.

Non c’è da stupirsi, dunque, dati Istat alla mano, se si  assiste  al  progressivo e continuo invecchiamento demografico: il ricambio generazionale, invero, difficilmente lo garantiranno gli italiani, che come nel dopoguerra, stanno facendo i bagagli in massa per cercar fortuna altrove: triste realistico “remake” della “Valigia di cartone”.

Un invito a disfare quella valigia, già pronta sul letto,  di molti ragazzi, sotto i 35 anni di età,   stanchi di  subire un presente di privazioni e intimoriti da un avvenire negato, giunge dalla Cna, che spera, archiviata l’estate 2017, nell’avvio rapido del programma di agevolazioni  per chi nel Mezzogiorno, rientrando nei limiti anagrafici imposti,   ha un progetto d’impresa .

Infatti, è stata predisposta dal  Ministero dello Sviluppo Economico una specifica misura, denominata “Resto al Sud”,  gestita da  Invitalia, che prevede un aiuto economico fino a 50 mila per avviare un’azienda, budget di start up  che potrà lievitare fino a  200 mila euro in caso di più soci.

“L’agevolazione arriverà fino a 40mila euro – specifica Gianpaolo Micieli, vice segretario Cna Siracusa – di cui il 35% a fondo perduto e il resto a tasso zero, con il beneficio della garanzia pubblica del Fondo di garanzia per le PMI”.

“L’agevolazione riguarda  – continua- tutte le iniziative imprenditoriali legate all’artigianato, all’industria, al turismo, alla pesca e ai servizi (restano escluse professioni e commercio). I beneficiari non devono risultare già titolari di attività di impresa in esercizio e, fino al rimborso del finanziamento, non devono risultare titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto”.

“La norma- sottolinea la Cna-  punta anche a far rientrare meridionali residenti all’estero: possono accedere ai benefici se entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda riportano la residenza in una regione tra Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’obiettivo è raggiungere una platea di 100mila possibili nuovi imprenditori: in pista 1,25 miliardi fino al 2025 dal Fondo sviluppo e coesione, di cui una prima parte sono stati già sbloccati dal Cipe nella riunione del 7 agosto scorso”.

“Queste misure sono una importante opportunità per gli aspiranti imprenditori – commenta  Marcella Monaco,  presidente dei Giovani Imprenditori di CNA Siracusa – perché determinano una copertura pressoché totale degli investimenti e puntano a micro interventi su settori strategici per il Mezzogiorno, una spinta anche alla responsabilità vista la quota da rimborsare ed il contributo a fondo perduto moderato,  ma sopratutto una analisi dettagliata delle proposte con tempi certi (60 giorni)  ed un cospicuo plafond di riferimento. Gli ingredienti sono corretti, dunque, ora occorre diffondere al meglio l’opportunità per agevolare un trend che nel nostro territorio è già solido, complice la grande vitalità e la buona dose di coraggio dei giovani siracusani che ogni trimestre fanno segnare dati positivi tra le nuove imprese e che si cimentano, nonostante tutto, in percorsi di autoimpiego”

“Occorre ponderare bene i progetti e renderli sostenibili senza alimentare speranze per chi non ha ben chiaro il processo di impresa in tutte le sue peculiarità – conclude Gianpaolo Miceli – da parte nostra il supporto dell’Ufficio startup attivo da oltre 10 anni e delle professionalità giuste per redigere il proprio piano e partecipare alle agevolazioni”.

Mascia Quadarella

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Giornalista