Incidente mortale a Targia, le reazioni della gente e le proposte della politica

Siracusa- Le polemiche post-mortem a cui siamo abituati, ormai, all’indomani di ogni tragedia sulla strada, non serviranno a riportare in vita chi non c’è più, ma forse offriranno spunti di riflessione per ridurre le vittime. Esame di coscienza a cui non sono chiamati a rispondere esclusivamente gli amministratori locali, invitati sui social a mettere quanto più possibile in sicurezza il tratto, sul quale in realtà alcuni interventi sono stati eseguiti ( come il rifacimento di una parte del manto dissestato e della segnaletica orizzontale e l’installazione dei dissuasori di velocità), ma soprattutto quanti pigiano eccessivamente il piede sull’acceleratore, o per risparmiare qualche minuto di percorrenza, fanno inversioni a U, invadendo i sensi opposti della carreggiata. La richiesta prevalente è quella di realizzare sul rettilineo “della morte” uno spartitraffico, in modo da non consentire i sorpassi azzardati, almeno senza invadere il senso opposto di marcia, ma ci sarebbero pareri contrari, per ragioni di protezione civile. Di fronte alle più disparate proposte il primo a prendere parola è stato il sindaco di Siracusa, Francesco Italia.

“Vorrei esprimere a nome dell’intera Amministrazione Comunale di Siracusa sentito cordoglio e vicinanza alle famiglie della vittima e delle persone coinvolte nel tragico e fatale incidente verificatosi a Targia oggi pomeriggio. L’ Amministrazione ha già realizzato in questi mesi, diversi interventi di messa in sicurezza del tratto stradale di contrada Targia, utilizzando delle risorse dal fondo di riserva (130.000,00 euro) per il rifacimento del manto stradale e delle somme : (50.000,00 euro) per l’installazione di dissuasori e indicatori luminosi di velocità, e relativa segnaletica verticale e orizzontale.  Sono stati, inoltre, ripuliti i margini della carreggiata e, grazie al servizio di telelaser, solo da febbraio a settembre sono stati elevati, in quel tratto, 240 verbali di infrazioni da parte della polizia municipale. Il posizionamento di uno spartitraffico, soluzione già da tempo ipotizzata dall’Amministrazione, non può essere perseguito in quanto, a giudizio tecnico della protezione civile, rappresenterebbe un ostacolo per i mezzi di emergenza e di evacuazione in caso di incidente industriale. Ritengo che le campagne di sensibilizzazione, i controlli serrati, le nuove tecnologie, la prudenza e il buon senso alla guida insieme al rispetto delle regole, possano rendere sicura la circolazione in quel tratto di strada – ove il limite orario è di 50 Km/h – come nella generalità delle nostre arterie cittadine. Ciò non toglie che chiederemo ai tecnici di proporre e valutare ulteriori soluzioni compatibili per evitare nuove tragedie. In questi momenti difficili, è doveroso evitare strumentalizzazioni dell’accaduto, perché la sicurezza dei cittadini riguarda tutti i siracusani ed è una priorità che accomuna tutti noi”.

Vinciullo e la proposta di uno spartitraffico in new jersey

Ennesimo incidente mortale in contrada Targia sulla ex strada statale 114. A perdere la vita un ragazzo di 34 anni, mentre un bambino in elicottero è stato trasferito a Catania. Senza voler fare o alimentare polemiche sterili e in questo caso anche fuori luogo, bisogna trovare subito una soluzione immediata che eviti, per il futuro, nuove tragedie come quella di oggi, per questo motivo chiede all’amministrazione comunale di Siracusa la realizzazione di uno spartitraffico in new Jersey in modo da impedire sorpassi avventati che sono stati la causa di quasi tutti gli incidenti stradali accaduti fino ad ora. Altre soluzioni non sono possibili ne immaginabili, si tratterebbe di continuare a perdere tempo, come è accaduto fino ad ora, e tutto possiamo fare tranne che continuare a perdere tempo

Scala, Ficara e Burgio (M5S). Spartitraffico in new jersey con sistemi tecnologici

“Vorremmo con tale comunicato fare chiarezza in merito alla mancata realizzazione per questo tratto di uno spartitraffico in “new jersey” che impedirebbe simili incidenti mortali oramai frequentissimi.
La dichiarazione rilasciata ieri dal Sindaco Italia sulla impossibilità di realizzare tale spartitraffico nasce da un parere negativo espresso dal responsabile dell’ufficio Comunale protezione civile Amato e dal dirigente (dimissionario) Petracca i quali, in data 12 marzo 2019, firmano un parere negativo in risposta ad una richiesta avanzata dall’allora assessore alla mobilità e trasporti avv. Giovanni Randazzo il quale, a nostro avviso più che saggiamente, aveva proposto l’apposizione di tali spartitraffico.

Riteniamo tale dichiarazione totalmente errata nelle sue valutazioni ed è per tale ragione che in questa sede preannunciamo con forza una interrogazione  che riprenda immediatamente la saggia proposta avanzata a suo tempo dall’avv. Randazzo. Nel merito della risposta negativa dei tecnici Amato e Petracca si legge testualmente:
” Il tratto stradale…rappresenta una viabilità di emergenza finalizzata a garantire una via di accesso privilegiata per i mezzi di soccorso ed una di fuga privilegiata per l’eventuale evacuazione della popolazione dalla zona industriale. Considerato…il posizionamento di spartitraffico fisso o mobile che sia, in ogni caso realizzato a norma, rappresenterebbe a seguito di incidente industriale, oltre che un restringimento della carreggiata, anche un ostacolo per i mezzi in emergenza da e per il polo petrolchimico, considerando anche che, in questi casi è certa la congestione veicolare dovuta al panico immediato della popolazione coinvolta. …”

Abbiamo consultato alcuni nostri tecnici di riferimento per chiedere delucidazioni in merito e grazie alle loro valutazioni che di seguito sintetizziamo, siamo giunti alla conclusione che tale parere, per quanto corretto nella sua generale visione, è a nostro avviso assolutamente inappropriato se si contestualizza il tratto stradale a ciò che lo precede e lo segue e soprattutto se si tiene conto della grande pericolosità dello strada e dell’esistenza di strumenti tecnologici che ai giorni nostri  vengono in supporto a tali opere. Infatti:
1. Il tratto in questione (per intenderci dalla zona industriale alla città) è preceduto da un lunghissimo rettilineo per lunghi tratti realizzato proprio come chiediamo noi ovvero con posizionamento di guard rail spartitraffico sulla carreggiata (che in molti tratti presenta sezioni stradali addirittura più ristrette rispetto alla soluzione chiesta da Randazzo…) ed è seguito da un analogo tratto ancor più problematico in termini di larghezza della carreggiata, di livelletta stradale e di aree di sosta inesistenti o quasi ovvero dalla famosa bretella. Se il flusso veicolare in questi due tratti che precedono e succedono il tratto in questione, è già limitato ad una capacità di traffico ben inferiore a quella che si avrebbe nel rettilineo della Targia, come si può pensare di giustificare un mancato posizionamento di barriere stradali di protezione senza tenere conto della contestualizzazione della strada in un impianto viario già di suo parecchio compromesso in termini di capacità?!?!?

2. Esistono tantissimi casi in letteratura di tratti stradali separati da New jersey che sono a doppio senso di marcia e che, in caso di emergenza, tramite degli opportuni sistemi tecnologici video semaforici comandati a distanza coadiuvati da impianti di diffusione audio, possono facilmente trasformarsi in una unica via di fuga unidirezionale, semplicemente delimitata da uno spartitraffico che non rappresenterebbe in alcun modo un impedimento alla viabilità su due corsie monodirezionali.

“Impossibile pensare che per tali ragioni e per la mancanza di visione tecnologica non si proceda alla realizzazione di un’opera così importante.
Bene anzi benissimo l’utilizzo di dissuasori di limitatori di velocità e di telwlaser con sanzioni pecuniarie (anche elevate) ma sappiamo tutti che l’esistenza di tali spartitraffico avrebbe evitato molte morti per incidenti frontali. Non facciamo allarmismo né speculiamo su tali drammi.
Facciamo solo l’interesse di una comunità stanca di piangere i suoi morti per un tratto di strada che va immediatamente posto in sicurezza senza se e senza ma. La nostra interrogazione arriverà quanto prima in consiglio auspicando una rivalutazione tecnica e un accoglimento traversale ed immediato da parte di tutte le forze politiche”.

La rotatoria a metà percorso proposta da Carlo Gradenigo

È difficile parlare dopo l’ennesima tragedia che ha visto un ragazzo perdere la vita a bordo della propria auto. Ed è con un sentimento a metà tra senso di colpa e impotenza che intervengo in punta di piedi per suggerire un’ipotesi che in futuro possa scongiurare altre tragedie.

Si tratterebbe di realizzare una rotatoria (illuminata e segnalata) a metà del lungo rettifilo di Targia, in corrispondenza con l’ingresso della stazione ferroviaria, soluzione già avanzata in I Commissione e approvata dal Consiglio Comunale lo scorso 28 marzo.

Una soluzione compatibile con le restrizioni della protezione civile e a basso costo, che, oltre a rifunzionalizzare la stazione, ridurrebbe la lunghezza del tratto rettilineo rallentando di fatto la corsa delle autovetture. Soprattutto garantirebbe agli automobilisti in uscita dalle attività li presenti, la possibilità di fare inversione senza pericolosi attraversamenti di carreggiata, fungendo da tonaindietro.

Spero che gli uffici ripensino a tale ipotesi che, insieme ai provvedimenti già messi in campo e al senso di responsabilità di noi automobilisti, può rappresentare un altro piccolo tassello in favore della sicurezza di questo maledetto tratto di strada”.

Russoniello e Trigilio propensi alla terza corsia di sicurezza

I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Silvia Russoniello e Roberto Trigilio hanno preparato un atto di indirizzo urgente per chiedere ulteriori misure per prevenire gli incidenti stradali in contrada Targia.

L’atto concentra le sue attenzioni  sulla necessità di creare una corsia di traffico locale sulla destra, in direzione Priolo, onde evitare che chi entra o esce dalle attività commerciali possa attraversare impropriamente la carreggiata. Per lo scopo – spiegano Russoniello e Trigilio – si dovrebbe canalizzare il traffico in entrata ed in uscita dai negozi tra la discesa di Targia e la prima rotatoria dell’area commerciale, sulla corsia da ricavare con l’arretramento dei muri perimetrali. Una terza corsia percorribile solo in direzione nord, da Siracusa verso Priolo. Per tornare indietro, verso Siracusa, svolta possibile alla vicina rotatoria dell’area commerciale.

“In attesa di chiarire se e come sia possibile far ricorso allo spartitraffico richiesto a gran voce dalla popolazione, non possiamo perderci inseguendo soluzioni futuristiche per Targia. Il viadotto lì poco distante ne è un monito. Piuttosto, con tanto buon senso chiediamo di concentrare sforzi e risorse su mosse praticabili e dal sicuro effetto in termini di maggiore sicurezza stradale a Targia. L’ufficio tecnico, abbiamo appreso, avrebbe un progetto di massima già pronto per la terza corsia di sicurezza. Il costo complessivo si aggirerebbe sui 500mila euro. Qui parliamo di sicurezza, di vita e purtroppo di morte: non spaventi il costo, lavoriamo insieme per trovare le risorse ed intervenire come chiede la popolazione siracusana”.

L’invito alla prudenza del Comitato Scuole Sicure di Siracusa

Incidente a Targia: il Comitato si stringe al dolore della famiglia della vittima e invita tutti alla prudenza, specie in prossimita’ delle scuole: non pigiate il piede sull’acceleratore, non muovetevi dallo stallo di sosta senza verificare il sopraggiungere di altro mezzo o pedone.Riponete i telefoni nei cruscotti e non distraetevi.La Vita e’ una soltanto…preserviamola. Ciò non toglie che le strade vanno adeguate e costantemente sottoposte a manutenzione.Maggiori controlli non guasterebbero, poiché abbiamo visto che rappresentano un deterrente efficace.”

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CircaMascia Quadarella

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