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“La politica non può restare indifferente al dramma dei lavoratori senza stipendi”, Arnone chiede l’intervento di Regione e Stato

Siracusa – Il Commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Siracusa Giovanni Arnone, in una nota inviata al Presidente della Regione Siciliana, all’assessore delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, all’assessore regionale della Economia, al Prefetto, al Questore e per conoscenza al Ministero dell’Interno, al Ministero dell’Economia  delle Finanze, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, ribadisce l’esigenza di dover segnalare la gravissima situazione di disagio che vivono i lavoratori del Libero Consorzio e della Società interamente partecipata Siracusa Risorse.

Sono 613 i dipendenti senza stipendio dal mese di febbraio a causa dell’esiguità dei trasferimenti regionali e della incapienza dei capitoli di Entrata idonei a soddisfare l’assurdo ed inconcepibile prelievo forzoso dello Stato pari a 19 milioni e 400 mila euro, che sottrae quasi per intero le entrate dell’ente che ammontano per l’anno 2016 a 23 milioni di euro.

L’alto senso del dovere e della dignità- continua ancora la nota- manifestata fin qui da tutto il personale, ha consentito all’Ente di garantire, per quanto possibile, l’erogazione di prestazioni dovute, ma ciò non deve far propendere per l’abuso del limite di tolleranza possibile. La politica non può restare indifferente difronte a questo dramma che causa danni incalcolabili ed effetti distruttivi oltre che sull’economia anche sulla psiche di tutti i lavoratori. La nota termina con parole gravi come macigni. “Mi auguro  con la presente – scrive Arnone –  di riuscire a trasmettere l’alto livello di allarme sociale e di intolleranza verso cui si avviano i lavoratori costretti da mesi a vivere di prestiti incolpevolmente contratti, a tollerare le conseguenze del mancato pagamento di mutui, a subire sfratti per l’impossibilità di procedere al pagamento dell’affitto, tralasciando tutte le privazioni cui vengono costretti a causa dell’incertezza e dall’altalenante incedere dei promessi trasferimenti.

Si teme che, perdurando tale stato di grave disagio, possano evidenziarsi seri problemi di ordine pubblico, di cui l’attuale occupazione della sede di Siracusa Risorse da parte del personale dipendente è soltanto un primo preoccupante segnale. Ed inoltre  si teme che la forte tensione che cresce di giorno in giorno possa improvvisamente sfociare in azioni eclatanti e non prive di conseguenze.

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Mascia Quadarella
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Giornalista