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“La scuola, il mondo che vorrei”, di Michele Di Mari, Asperger di 28 anni

Siracusa – Silenzioso, garbato, imbarazzato ma pronto a compiere la sua missione di sensibilizzazione,  è entrato nell’Aula Magna dell’Istituto d’arte siracusano, dove era in corso la presentazione del progetto ” TraME” dedicato ai soggetti autistici. Ha afferrato il microfono, superando la sua innata timidezza e ha dato sfogo al suo pensiero, che non fa  una grinza, logico, arguto e vero, denunciando con voce sommessa ma con  parole incalzanti quello che lui, oggi ragazzo di 28 anni con la sindrome di Asperger, un autismo ad alto funzionamento, con tratti geniali, ha subito a scuola: impreparata ad accogliere le persone davvero speciali. Michele Di Mari ha provocato  i brividi a tutti, generando in aula per paradosso un assordante silenzio, quello che da piccolo avrebbe voluto rompere in classe, quando subiva lo scherno di ragazzini insensibili con l’aggravante dell’ignoranza di alcuni insegnanti che volevano far passare per “scherzi” gli atti di bullismo di cui era destinatario. Michele ha messo sulla carta il suo dolore e anche se con toni educati lo ha gridato, affinché serva a non far soffrire più chi è diverso per l’ignoranza di chi si sente normale e per questo dono ricevuto, invece,  dovrebbe aprire cuore e mente e sostenere questi meravigliosi ragazzi, con abilità fuori la media. La madre Onorina orgogliosa e tenace, nella sua fragilità,  lo seguiva tra il pubblico. E’ stata lei a suggerire al figlio di fare della sua sete di rivalsa  energia positiva, da trasmettere alla gente, per invitarla a riflettere, a migliorarsi.  Vi proponiamo le sue righe. I suoi pensieri, perché Michele ci rapisce l’anima e ci accompagna per mano in quel suo mondo che rifiuta l’eclatanza e che rivendica rispetto, serenità, la libertà di esistere e di vivere bene.

Mascia Quadarella

A tutti gli adulti, in particolare ai genitori, agli insegnanti e ai tutor per favore non tormentateci con le vostre pretese perchè noi non ci sentiremo in pace. Vogliamo vivere liberi per poter giocare, divertirci e godere di ciò che ci piace. Per esempio i bambini sia piccoli che grandi hanno diritto di esprimere ciò che provano e come si sentono. Tante volte loro si sentono persi per esempio a scuola perchè non riescono a distinguere se è un posto sicuro e pacifico o è un posto sospetto e inaffidabile. 

Ci possono essere i bulli, o i compagni di classe che si comportano da stupidi perchè noi non capiamo bene e non riusciamo a distinguere il vero o il falso e allora si chiede aiuto agli insegnanti ma loro rispondono inventandosi delle scuse, per esempio “stanno scherzando” invece loro i dispetti li fanno veramente. Allora pensiamo che gli insegnanti se ne fregano. Troppi gli scherzi ma noi non li sappiamo distinguere, non riusciamo a capire se ci vogliono derubare o fare uno scherzo e ci arrabbiamo con chi fa i dispetti. La scuola non ci aiuta e spesso neanche gli insegnanti e allora cerchiamo di imparare da soli con l’aiuto dei libri e della TV. Servono insegnanti affidabili, non severi, e nessuno si deve permettere di alzare le mani perchè i bambini non riescono più a fidarsi di nessuno. I bravi insegnanti imparano a conoscere a fondo i ragazzi ed aiutarli a scoprire i loro talenti. 

I bambini non si rendono conto dei loro talenti e a loro non importa di ciò che raccomandano gli adulti, hanno bisogno di scoprire i loro talenti e le loro capacità”.

Michele Di Mari 

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Mascia Quadarella
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Giornalista