
La sua vita ha da sempre ruotato attorno alla musica, la sua grande passione che ne ha segnato una lunga e soddisfacente carriera professionale.
Pianista stimato, Roberto Gianolio, all’anagrafe 83enne, si approccia alla poesia all’età di 74 anni, ma nel curriculum annovera già diverse esperienze letterarie di successo: la vittoria di alcuni premi in concorsi per scrittori e la pubblicazione di diversi romanzi.
I suoi versi trasudano semplicità linguistica e la sua metrica spontanea gli consentono di comunicare amore con il timbro familiare della quotidianità.
I suoi sono spartiti di un cuore che conserva romanticismo, sebbene non l’ostenti platealmente.
L’amore che evoca è valore universale, sinfonia emozionale senza tempo, senza un volto specifico, in sé musa ispiratrice.
Il passaggio dalle note alle parole è stato del tutto naturale- come ci racconta il poeta-che è particolarmente legato al suo componimento “La Donzella”, che sembrerebbe avere delle vaghe assonanze con la donzelletta del “Sabato del villaggio” di leopardiana memoria, ma che in realtà, tratta l’incedere del tempo e i suoi effetti sull’innamoramento, con gioiosa speranza, mettendo all’angolo una scontata nostalgia passiva e quella rassegnazione che il peso degli anni spesso trascina con sé.
Mascia Quadarella
La donzella
di Roberto Gianolio
La donzella, con passo lieve,
scende le scale del suo paese.
Porta con sé mirti fioriti
pensando che per la festa
potrà metterseli addosso
per agghindarsi per la sera.
Quanti sogni ha nella mente
e ricorda i compagni con cui ballava
nella bella età in cui viveva.
Si guarda attorno e vede da lontano
un orizzonte pieno di colori
La sera si imbruna sulla terra
mentre lei sente una nostalgia
che la tiene piena di gioia.
È il primo amore che prova.
Tutto può cambiare, perché
non ha certezze nella vita.
Lui attende in fondo alle scale
aspettando di abbracciarla,
è il suo primo amore che lo ha stregato,
e ha nel cuore dolci pensieri.
La donzella scende le scale lentamente
non per farlo attendere, ma per sentire
nel cuore che l’amore si sviluppi.
Lasciandola felice solo al pensiero di vederlo
La fantasia galoppa, il cuore batte forte,
Vita mia, che farei se lo vedessi
e lo abbracciassi?
*L’autore si assume la paternità del componimento, qui riprodotto dalla nostra testata a fini recensivi.
