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Linee guida Nuovo ospedale, l’Ordine dei Medici entra nel dibattito

Siracusa- Illustrate, questa mattina, dall’Ordine dei Medici di Siracusa, le linee guida tecnico-scientifiche imprescindibili per la realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa. Alla conferenza stampa di presentazione, accanto al presidente Anselmo Madeddu, che ha  analizzato  i punti salienti del documento in allegato, diversi consiglieri (Mario Lazzaro, Rosario Di Lorenzo, Bartolo Lentini, Nino Trovatello, Sabina Malignaggi, Sebastiano Romano)nonché  il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche, Sebastiano Zappulla, che ha sottoscritto a nome della categoria professionale rappresentata il vademecum tracciato dai medici del territorio.
“L’Ordine dei Medici di Siracusa – ha dichiarato il presidente, Anselmo Madeddu- esprime grande apprezzamento nei confronti del presidente della Regione Nello Musumeci e dell’assessore alla Salute Ruggero Razza per l’adozione dell’atto di indirizzo sul nuovo Ospedale aretuseo e rivolge i più sentiti auguri di buon lavoro al commissario della ASP di Siracusa, Salvatore  Lucio Ficarra, manager capace e competente, che saprà certamente concretizzare gli indirizzi del governo regionale”.
“La realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa- ricorda Madeddu- ha aperto un interessante dibattito tra i rappresentanti del territorio. A tal proposito, pur non entrando nel merito della scelta dell’area (che rimane in capo al Consiglio comunale), i medici siracusani, attraverso l’Ordine che li rappresenta, hanno inteso fornire il proprio contributo tecnico-scientifico al dibattito e hanno elaborato un documento contenente il decalogo dei principi fondamentali su cui basare tutte le scelte del futuro nosocomio”.
“Con l’auspicio –conclude- che le scelte definitive, seppur ben ponderate, vengano assunte dalle istituzioni competenti nel più breve tempo possibile per  scongiurare il rischio di perdere il finanziamento”.

Le linee guida proposte per la realizzazione della nuova struttura nosocomiale della Provincia

1 – “Modularità”, “Flessibilità” e predisposizione per i futuri sviluppi. L’impianto del nuovo Ospedale di Siracusa dovrà essere ispirato ai principi di modularità e di flessibilità, al fine di renderlo da un lato coerente con l’attuale “Rete Ospedaliera Regionale”, ma dall’altro già predisposto per l’eventuale futuro sviluppo verso il “DEA di 2° Livello”.
2 – Priorità della idea progettuale rispetto al condizionamento territoriale. Le scelte progettuali del nuovo Ospedale di Siracusa dovranno essere dettate dai “Fabbisogni Sanitari”, dalle scelte tecniche e dai più moderni ed aggiornati principi della “Edilizia Ospedaliera” e, pertanto, non potranno essere condizionate dalla scelta del terreno, ma viceversa.
3 – Adozione delle Linee Guida per l’Edilizia Ospedaliera del CNETO. Un buon punto di partenza per sviluppare l’ “Idea progettuale” è rappresentato dalle più moderne Linee Guida del CNETO (Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera).
4 – Adozione degli indirizzi Agenas in tema di Edilizia Ospedaliera. Un altro basilare indirizzo è lo studio su “L’Ospedale modello” elaborato da Agenas: “Principi guida organizzativi, tecnici e gestionali, per la realizzazione e gestione di ospedali ad alta tecnologia e assistenza”.
5 – Adozione del “Modello dell’Ospedale a Cure Integrate centrato sul Paziente”. In coerenza coi suddetti indirizzi, l’Ospedale dovrà essere pensato e realizzato per favorire lo sviluppo del cosiddetto “Modello a cure Integrate centrato sul Paziente” che rappresenta oggi il più efficace ed efficiente modello organizzativo ospedaliero per acuti, nonché il punto di partenza per ogni eventuale sviluppo verso il “Modello per intensità di cure”. Un modello in cui l’organizzazione della struttura deve soddisfare le necessità del paziente e non più soltanto degli operatori, favorendo lo sviluppo di percorsi e processi integrati, di PDTA, del lavoro d’equipe e del funzionamento per aree omogenee.
6 – Caratteristiche architettoniche funzionali al Modello. Per far fronte alle peculiarità sopra esposte l’ospedale dovrà essere concepito con le caratteristiche strutturali più idonee al suddetto modello, quali ad esempio lo “sviluppo orizzontale”, per ridurre al massimo l’impatto ambientale, favorire i percorsi integrati ed eliminare l’uso delle “torri”, ovvero l’organizzazione per “blocchi funzionali” (area dell’emergenza, piastra tecnologica, corpo delle degenze e della ospitalità alberghiera),oppure ancora l’ adozione di soluzioni architettoniche tra le più moderne che consentano l’organizzazione dipartimentale, la flessibilità organizzativa e la progressiva espandibilità di moduli e posti letto.
7 – Previsione delle Aree minime di Supporto accanto all’area occupata fisicamente dal complesso ospedaliero è necessario prevedere tutte le aree di supporto. La dotazione minima e obbligatoria di queste aree è costituita dall’ “elisoccorso”, dalla “centrale tecnologica con riserva idrica”, dai “parcheggi dedicati”, dislocati su di una superficie di almeno 30.000 mq e capaci di mille posti macchina, e dalle “aree a verde attrezzato con viabilità interna”, secondo i più moderni principi di umanizzazione e urbanizzazione dell’edilizia ospedaliera (circa il 30% dell’intera area).
8 – Superfici necessarie e principi di Urbanità. Per realizzare la suddetta tipologia di ospedale moderno e funzionale è necessario prevedere pertanto una superficie complessiva compresa tra i 150.000 e i 180.000 mq, comprensiva degli spazi dedicati alla mera struttura ospedaliera (almeno 90.000) e le aree di supporto, prevedendo altresì che il nosocomio sia ben servito dalla viabilità urbana, extraurbana e territoriale.
9 – Valenza “Provinciale”, collocamento nella rete dell’Emergenza e accessibilità viaria. Un altro elemento fondamentale è il target geografico del Presidio Ospedaliero, che non è determinato dalla sua eventuale classificazione in DEA di II Livello (le cui caratteristiche, ai sensi del D.M. 70/2015, sono il bacino di utenza minimo di 600.000 abitanti e oltre 70.000 accessi appropriati al P.S.), bensì dalla collocazione del P.O. nella programmazione provinciale. A tal proposito, oggi l’Ospedale del Capoluogo ospita ben 10 specialità non presenti negli altri ospedali della ASP, e dunque programmate per le necessità dell’intera provincia (Malattie Infettive, Pneumologia, Oncologia, Nefrologia, Chirurgia Vascolare, Urologia, Neonatologia, Radioterapia, Medicina Nucleare e Pet-Tac, Anatomia Patologica). Inoltre altre 3 specialità previste soltanto nel P.O. di Siracusa sono fondamentali nell’economia della già esistente rete provinciale per l’Emergenza: l’Emodinamica (fondamentale nella Rete per l’Infarto), la Stroke Unit (fondamentale nella Rete per l’Ictus), e la Terapia Intensiva Neonatale (fondamentale nella rete per l’Emergenza Neonatale e dei Punti Nascita). Ciò significa in altri termini che l’Ospedale di Siracusa, avendo una collocazione strategica nelle reti tempo-dipendenti dell’Emergenza, e servendo l’intera Provincia, deve essere facilmente raggiungibile non solo dai cittadini del Capoluogo, ma anche da quelli dell’intero bacino provinciale, da nord, da sud e dall’area montana. Dunque le scelte devono prendere in considerazione anche, e soprattutto, la sua accessibilità viaria provinciale, con particolare riferimento ai tempi di percorrenza e al rispetto della cosiddetta “golden houer”, vale a dire il tempo massimo entro cui il paziente critico deve raggiungere l’Ospedale per evitare la morte.
10 – Caratteristiche orografiche, geomorfologiche ed economicità dell’area da individuare. L’ultimo principio basilare è legato alle migliori caratteristiche orografiche e geomorfologiche del territorio (accessibilità e sicurezza), nonché dalle migliori condizioni del valore economico del terreno da espropriare, onde riservare più risorse per la realizzazione della struttura e del parco tecnologico.

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Mascia Quadarella
Informazioni su Mascia Quadarella 4859 Articoli
Giornalista