
Siracusa- Plot è la cruda trama della realtà contemporanea deformata: non dallo specchio che la riflette minuscola e fuori fuoco (d’altronde come chi la abita), bensì nel disegno confuso e frenetico di una sagoma criminale, dentro i cui perimetri l’uomo sta collocando, irreversibilmente, il “nostro” niente cosmico.
È la fotografia storica di una società volatile ed effimera che, con pindarici giri a vuoto, giorno dopo giorno si alimenta di cupezza, rinvii, indifferenza e troppa violenza, producendo in un letale rigurgito collettivo di egoismo l’annunciata autodistruzione. Un nudo reportage, una cronaca consumata dentro le case, le vie, le scuole. È il riverbero accecante del fallimento dell’essere adulto.

Eppure lo spettacolo ci prova, con un finale “fiorito”, a proporsi come una bussola che – nonostante gli aghi magnetici usurati e le strade sbagliate fatte imboccare – tenta di riorientare l’essere umano, smarritosi nell’inseguimento di ideali che lo rendono asettico, automa, protagonista eletto di una perpetua notte da zombie viventi.
Provocando un sussulto di consapevolezza, Plot “condanna” in tutti i gradi di giudizio gli adulti e il loro operato, invitando all’ascolto dei più piccoli – non ancora neutralizzati da standard, pregiudizi e ambizioni – per salvare un mondo che può avere una seconda possibilità, prima che sia troppo tardi.
Con i suoi contenuti forti, i pugni allo stomaco che il racconto produce, la bravura degli attori, l’essenzialità scenografica e la maestria di una regia studiata al millimetro per indurre alla riflessione, lo spettacolo incolla lo sguardo sul palco. Dal quale il riverbero del fallimento è forte, ma lo è altrettanto la speranza di poter invertire la rotta.
Mascia Quadarella
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