Riscaldamento a scuola, gli studenti non demordono. Stamattina corteo

Pur conoscendo i problemi finanziari del Libero consorzio provinciale, ente di competenza, i ragazzi non sono disposti a rimanere in classi gelate

Siracusa- Gli studenti siracusani riconquistano il gusto per la battaglia civica. Questa mattina hanno organizzato un lungo e partecipatissimo corteo per rivendicare il loro diritto a scuole “sicure, calde ed accoglienti”.
Luogo di partenza è stato il campo-scuola Pippo Di Natale, raggiunto a partire dalle 8 del mattino da decine di studenti, che all’avvio della manifestazione sono diventati centinaia.
All’appello, lanciato dagli entusiasti e motivati rappresentanti dei diversi istituti superiori della provincia, hanno infatti risposto tantissimi ragazzi e ragazze, stanchi di dover trascorrere dalle 4 alle 6 ore giornaliere in ambienti “refrigerati”.
Non a caso il loro slogan è stato quello di non essere “pinguini” o “surgelati”.
Di stare in classe con giubbini, stufette, borse dell’acqua calda, plaid e doppi strati di indumenti, gli studenti siracusani sono stanchi ed altrettanto stanchi si sono detti dei rimpalli di responsabilità che le istituzioni attuano fra di loro, non risolvendo problemi di “ordinaria amministrazione”, come quello attuale del riscaldamento delle aule.
Consci della crisi finanziaria del Libero Consorzio provinciale di Siracusa, non sono disposti a subire in silenzio, però, le conseguenze di politiche assenti o fallimentari.
La fiumana umana, colorata e composta, controllata dalle Forze dell’Ordine che hanno consentito lo svolgimento in sicurezza della manifestazione, ha attraversato Corso Gelone, poi via Catania, Foro Siracusano per poi arrestarsi in via Roma, sotto la sede del Palazzo dell’ex Provincia Regionale di Siracusa.
Emblematici anche i messaggi lanciati attraverso i pochi cartelloni e striscioni esibiti. “Avete avuto la forza di cambiare il clima….ma non quella di garantirci le giuste temperature in classe”.
In alcune scuole, dopo la mobilitazione dei giorni scorsi, a detta degli stessi studenti, qualcosa si sarebbe mosso: dove è stato possibile gli enti di competenza hanno eseguito alcuni interventi che hanno fatto entrare in funzione, sebbene non a pieno regime, gli impianti, ma in tanti altri istituti i riscaldamenti continuano ad essere spenti o guasti, pertanto lo stato di agitazione permarrà, fino a quando non saranno risolti i problemi di tutti e in tutte le sedi, centrali e decentrate.
In questa circostanza gli studenti hanno deciso di fare fronte comune, garantendosi solidarietà reciproca, per fare sentire la loro voce, per non sottomettersi all’inerzia del mondo adulto che provoca i problemi e spera nella rassegnazione di chi li subisce.
“ Ci faremo sentire- sottolinea un ragazzotto dal bomber scuro e il sorriso speranzoso di chi si affaccia alla vita-. Non possiamo mica continuare a congelarci”.
“Per concentrarci – spiega una ragazzina, timida ma determinata- dobbiamo essere messi nelle giuste condizioni, non dobbiamo battere i denti durante le interrogazioni o i compiti in classe”.
“ Ma quale pretesto per caliare (n.r bigiare le lezioni in siciliano)- si indigna un liceale- stiamo manifestando perché il freddo lo sentiamo davvero, quest’anno poi si sono registrate temperature fuori dalla media stagionale dalle nostre parti e non possono permettersi di accenderci i termosifoni e le pompe di calore in primavera”.

Mascia Quadarella

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