Scuole Martoglio e Chindemi a rischio accorpamento? ArticoloUno sottolinea il ruolo “sociale” degli istituti

Due scuole in due aree a "rischio" che rappresentano un baluardo di legalità per i quartieri in cui sorgono che non possono essere sacrificati in base ad un ragionamento numerico, secondo Zappulla e Gibellino

Siracusa – Le scuole Martoglio in zona S. Panagia e Chindemi nell’area Mazzarrona di Siracusa, entrambi istituti comprensivi che sfiorano la fatidica soglia dei 600 alunni, a rischio accorpamento? Se lo domandano i segretari regionale e comunale di Articolouno, Pippo Zappulla e Ninni Gibellino, che invitano a fare luce sui rumors l’amministrazione comunale aretusea. I due istituti, infatti, fungerebbero da avamposto sociale in due aree urbane da ritenere a rischio, per la contaminazione delinquenziale diffusa e pertanto da preservare e valorizzare nella loro autonomia, stando alle richieste dei due politici.

” In questi quartieri – scrivono- la presenza dello Stato purtroppo  precaria  sarebbe  necessaria da potenziare, questi istituti rappresentano spesso  l’unico presidio di legalità e di integrazione sociale.

Il territorio in cui l’Istituto Comprensivo “Nino Martoglio” di Siracusa -. sottolineano-  si trova è  in una delle aree periferiche più delicate della nostra città,  inserito pertanto  nel piano regionale Aree a rischio: è connotato da molteplici situazioni di svantaggio familiare e di devianza minorile. Una condizione grave e pesante di disagio sociale che alimenta talvolta anche il fenomeno della dispersione scolastica e dell’abbandono della scuola. Per  tentare di ovviare  hanno luogo persino interventi personali da parte dei docenti che, attraverso una capillare opera di persuasione nei confronti degli alunni e delle famiglie, giungono a frequentare il quartiere, già di per sé a rischio di devianza minorile, per creare occasioni di incontro informale con la popolazione.

 “A tale scopo – ricordano gli esponenti di Articolouno- vengono attivati progetti  mirati che, attraverso percorsi di formazione, sportelli di consulenza e attività di laboratorio, tendono ad un’unica meta: uno sviluppo formativo che risponda alle esigenze di ogni Alunno-Persona-Cittadino al centro dell’azione educativa”.

 “Anche l’istituto “Chindemi” – approfondiscono- vive la stessa situazione del “Martoglio”

L’eventuale accorpamento – affermano Zappulla e Gibellino – , delle due scuole in oggetto con altri istituti,  le relegherebbero al ruolo di semplice plesso appartenente ad altre scuole, cancellando questo insostituibile ruolo sociale oltre che naturalmente  culturale e scolastico”.

Il rigido e freddo
criterio dei numeri non può cancellare un presidio di legalità, di cultura, di
integrazione sociale.

 “E’ bene ribadire – dichiarano- che la sparizione delle due scuole dal territorio significherebbe eliminare gli unici presidi di legalità presenti nei suddetti quartieri, vanificando, nei fatti, il lavoro svolto in questi anni da tutto il personale degli istituti”.

“Il nostro appello – concludono Pippo Zappulla e Ninni Gibellino –  lo rivolgiamo alle Istituzioni locali perché sostengano l’azione del personale, delle organizzazioni sindacali a difesa di famiglie ed alunni, di interi quartieri  che hanno il diritto a non essere relegati a “orfani sociali”. Nelle sedi regionali, dove sono già previsti gli incontri decisivi, giunga la voce unanime e unitaria del territorio e in primo luogo del sindaco della città”.

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CircaMascia Quadarella

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