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Senologia, la voglia di ottimizzare i servizi dedicati degli addetti ai lavori

Siracusa – Un numero di partecipanti, ma anche di uditori, che è andato ben oltre le attese dei promotori, ha registrato, questo fine settimana a Siracusa,  la convention formativa sui “Modelli organizzativi ed operativi: integrazione multidisciplinare in senologia”, organizzata dal Centro studi di Senologia di Siracusa, che è anche un’appendice regionale della Sirm, la Società italiana di radiologia medica.

Presenze che hanno testimoniato e confermato la volontà degli addetti ai lavori siciliani di prestare un servizio di qualità, efficace ed anche celere, alle pazienti, affinando l’approccio multidisciplinare nella diagnosi e nel  trattamento dei tumori della mammella, rodando prima possibile  un sistema che armonizzi in maniera complementare le diverse competenze mediche e renda, così,  davvero operative, dotandole dei giusti mezzi, le unità dedicate,  denominate “Breast Unit”.

L’intenzione del comitato scientifico che ha promosso l’evento, infatti, è stata quella di stimolare un confronto tra esperti nazionali, in modo da individuare le criticità (oggettive e soggettive) delle singole realtà siciliane di riferimento e di conseguenza avanzare proposte  mirate: ma la rispondenza dell’Assessorato regionale alla Salute, interlocutore “privilegiato”, è stata recepita come debole, nonostante l’intervento apprezzato  di un proprio funzionario.

“I tumori della mammella- ha premesso Giuseppe Capodieci, direttore di  Radiologia all’Ospedale Umberto I di Siracusa- e le problematiche da essi derivanti, vanno affrontante con l’umiltà che ognuno di noi deve fare propria  nel riconoscere l’importanza fondamentale dell’altro. Parlando di professionalità mediche, dunque, non dovranno esistere soltanto l’oncologo, il radiologo, il chirurgo, ma questi specialisti dovranno costituire un unicum operativo, che agirà con l’obiettivo di migliorare il processo assistenziale, cercando di garantire alle donne una diagnosi quanto più precoce possibile”.

“ Abbiamo organizzato – ha sottolineato Capodieci-  questo incontro per studiare tutti insieme gli aspetti organizzativi  e gestionali che sono alla base della buona riuscita del nostro lavoro. Intanto, abbiamo chiarito  cosa si intende per screening  e per senologia diagnostica, che sono due modelli  diversi che devono essere assolutamente integrati  anche qui, in Sicilia, convergendo nelle Breast Unit, che sulla carta sono state istituite,  ma vanno ancora  riempite”.

“In Sicilia- ha spiegato Francesca Catalano,  direttore dell’ Unità Operativa Complessa Multidisciplinare di Senologia del “Cannizzaro”–  di “Breast Unit” ne sono state istituite soltanto 7 e riteniamo  che, per la popolazione  residente,  siano veramente poche: pertanto chiediamo formalmente alla nostra Regione di rivedere per intero il sistema della Senologia, in modo da organizzare centri nelle condizioni ottimali di assistere le nostre donne,  come nel resto d’Italia. Purtroppo, e questa non è  una critica finalizzata alla polemica ma costruttiva, le Brest Unit istituite, ad oggi, non possono ritenersi validate o collaudate, perché dovevano essere  costituite delle “Commissioni di accreditamento”, il cui compito doveva essere quello di   verificare l’efficienza e le potenzialità di questi  centri, partendo da una stima  delle apparecchiature in loro dotazione, come i mammografi digitali, ma anche  considerando la possibilità o meno di eseguire  esami di secondo livello ( biopsie, risonanze) o trattamenti chirurgici all’avanguardia, compresa tra questi la ricostruzione mammaria, etc. Le hanno istituite nei tempi richiesti, in poche parole, ma non sanno ancora cosa manca al loro interno”.

“Assieme ai colleghi- ha dichiarato Guglielmo Rizzo, direttore  scientifico del CSS- Ortigia Sirm- abbiamo redatto un documento, da indirizzare agli organi competenti,  in cui abbiamo richiesto alcuni correttivi  per quanto concerne il mancato adeguamento ai contenuti dell’Accordo Stato-Regione 2014 in merito alle “Breast Unit “e soprattutto per uniformare gli screening in Sicilia come nel resto del territorio nazionale.  Il termine senologo- ha spiegato Rizzo- spesso viene usato impropriamente in maniera generica; infatti bisogna ricordare che esiste un radiologo senologo, un oncologo senologo, uno psicologo senologo, un chirurgo senologo, un radioterapista senologo, professionalità  che devono collaborare vicendevolmente,  usando il buonsenso per evitare la sovrapposizione di competenze, in modo da creare quella sinergia operativa che consenta il massimo dei risultati con un dispendio minimo di energie”.

Presente tra i relatori  Salvatore Requirez,  dirigente del  Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico.

Alla domanda “ Cosa può fare la Regione? Il dirigente ha risposto: “In un’ottica di razionalità generale intanto dotare uniformemente l’isola di una rete oncologica credibile, che guardi i bisogni e che eroghi prestazioni  in linea con le necessità, ma pure dare vita finalmente  ad una rete ospedaliera che si integri veramente con i servizi territoriali.

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Mascia Quadarella
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Giornalista