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Siracusa, Comitato scuole Sicure giudica il Pums: “Lacunoso, manchevole”

Siracusa- Un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile non può prescindere dal coinvolgere nella sua stesura, quindi ben prima della sua adozione, il mondo della Scuola. Tra le principali linee di azione di questo fondamentale strumento di pianificazione per le città, infatti, vanno considerate e soprattutto attuate quelle relative alla sicurezza degli accessi ai singoli edifici scolastici, di ogni ordine e grado, e quelle che puntano a garantire tutte quelle condizioni che favoriscano l’abbassamento dei fattori di rischio negli spostamenti, sia pedonali sia ciclabili o motociclabili, degli studenti e dei loro accompagnatori (spesso anziani, quali i nonni). Da qui l’esigenza di non lasciare subire alla comunità scolastica e alle famiglie decisioni calate dall’alto, senza avviare la giusta e necessaria interlocuzione con chi dovrebbe trarre vantaggio, a lungo termine, da questo strumento di “riorganizzazione” del territorio. Per questo il Comitato Scuole Sicure di Siracusa non ha potuto fare a meno di analizzare, punto per punto, passaggio per passaggio, il Pums adottato dal Comune di Siracusa, il 30 maggio 2018, facendo delle puntuali precisazioni su diversi aspetti dello stesso.
“Il processo partecipativo- premette Angelo Troia, presidente del Comitato Scuole Sicure di Siracusa- comprende la definizione degli obiettivi da perseguire e l’individuazione delle possibili alternative di intervento ex-ante al fine di supportare la loro successiva valutazione tecnica, attraverso una metodologia supportata da dati quantitativi, il più possibile oggettivi. Le alternative di intervento dovranno essere proposte anche dalla popolazione e dagli stakeholder, mediante schede progettuali che possano essere utilizzate nel processo di valutazione”.
“Al fine di garantire l’efficacia, la sostenibilità e la fattibilità del Piano- continua il presidente- gli obiettivi dovranno riguardare non solo gli aspetti di mobilità ma anche le ricadute sull’ambiente e sul territorio e quelle sul sistema socio-economico locale con particolare riferimento alle opportunità di lavoro”.
“Valutando attentamente tutta la documentazione del Pums– spiega Troia- adottato dal Comune di Siracusa con Delibera G.M. n.146 del 30.05.2018, come già riferito al presidente della Commissione Consiliare Ferdinando Messina e al vicesindaco Giovanni Randazzo durante l’incontro tematico avvenuto di recente all’Urban Center, non si evince nulla di tutto ciò, pertanto il Comitato Scuole Sicure lo classifica come lacunoso, manchevole e con vistose anomalie procedurali”.
Nella relazione finale del progetto – entra nei dettagli il rappresentante del Comitato- viene genericamente fatto riferimento alle Linee Guida dell’UE “Guidelines – Developing and Implementing a Sustainable Urban Mobility Plan” (Rel. Jan 2014), senza però poi seguirne lo schema progettuale. Predisporre un Pums significa- spiega Troia- proprio pianificare per le persone e di fatto non risulta agli atti nessun approccio partecipativo e nessun coinvolgimento della Cittadinanza, almeno per come dovrebbe essere fatto”.
“Non si può considerare “azione partecipativa” – sottolinea- l’avere indetto un’unica riunione con istituzioni e stakeholders, prima dell’adozione, in data 18.04.2017. Un Pums pone al centro le persone e la soddisfazione delle loro esigenze di mobilità; segue, quindi, un approccio trasparente e partecipato che prevede il coinvolgimento attivo dei Cittadini e di altri portatori di interesse fin dall’inizio e nel corso dello sviluppo e dell’implementazione dell’intero processo. La pianificazione partecipata è un requisito necessario perché cittadini e portatori di interesse possano fare proprio il Pums e le politiche che promuove. Solo così si favorisce l’accettazione ed il supporto da parte della popolazione, riducendo i rischi per i “decisori politici” e facilitando l’implementazione del Piano”.
“In sostanza- afferma l’architetto Troia- il Piano adottato dalla Giunta municipale non segue lo schema, il modus operandi e la filosofia delle Linee Guida dell’UE per la redazione di un Pums”.
“Peraltro – specifica il presidente del Comitato Scuole Sicure- anche volendo sorvolare sulle lacune e manchevolezze del Piano adottato, l’Amministrazione non si è curata di aggiornarlo con il Decreto Ministeriale 04.08.2017 e quindi ben prima dell’adozione avvenuta in data 30.05.2018. Sul documento adottato, al momento, mi limiterò ad evidenziare all’Amministrazione Comunale che il PUMS avrebbe dovuto tenere in debita considerazione che in Italia le politiche di Mobility Management sono disciplinate dal Decreto Ronchi e dai successivi Decreti attuativi. Infatti, le Norme in vigore prevedono che gli Enti, i Comuni, le imprese (e nel nostro caso anche gli Istituti Scolastici) con più di 300 addetti in una sede locale, debbano conformarsi alla normativa introducendo la figura del “Mobility Manager d’Area” e, per le Scuole, la figura del “Mobility manager scolastico”.
“Le attività e le azioni del Mobility Manager Scolastico –chiarisce- sono, in maniera prevalente, misure che non richiedono interventi infrastrutturali o risorse finanziarie, ma promuovono azioni e comportamenti virtuosi in materia di mobilità sostenibile. Nonostante ciò – evidenzia Troia- nessun invito partecipativo sembra mai arrivato e posso tranquillamente affermare che non avere coinvolto l’intero sistema scolastico comunale è da classificarsi come “gravissimo errore” da parte del Progettista e dell’Ufficio Mobilità del Comune. Peraltro, la Legge n.221 del 28.12.2015, avente per oggetto “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, entrata in vigore il 2 febbraio 2016, con la quale sono state previste una serie di disposizioni che riguardano il settore scolastico, non è stata minimamente tenuta in conto”.
“Inoltreremo all’Amministrazione – conclude Troia- come preannunciato all’assessore Randazzo, un dettagliato resoconto sulle manchevolezze e lacune dello strumento pianificatorio della mobilità sostenibile adottato dal Comune di Siracusa, auspicando che tutte le forze politiche rimettano in gioco questo importantissimo strumento e che il Pums, nella nuova visione di una corretta pianificazione sostenibile, possa costituire, attraverso un vero processo partecipativo, uno strumento che avvicina le politiche territoriali ai cittadini e alle imprese, cosa che al momento palesemente è mancato. Augurandoci che non vengano sottovalutate le nostre più che fondate osservazioni e perplessità e per non perdere, nel contempo, la possibilità di partecipare al Bando della Regione Siciliana di finanziamento per la realizzazione di parcheggi di interscambio, collegato al DDG n.2079 del 25.07.2018, suggeriamo all’Amministrazione di riesumare il Piano Urbano della Mobilità (Pum) adottato con Delibera GM n.246 del 07.07.2010 per accedere al finanziamento succitato e modellare il futuro PUMS, tenendo conto dei principi di integrazione, partecipazione e valutazione sopraesposti con particolare riguardo ad un focus per soddisfare i bisogni di mobilità attuali e futuri dell’intera popolazione scolastica”.

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Mascia Quadarella
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Giornalista