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Teatro comunale, le precisazioni di Francesco Italia

 

Siracusa – Francesco Italia, vicesindaco di Siracusa ed assessore al Turismo e  alle Politiche culturali del capoluogo, non ci sta a incassare critiche gratuite in merito alla recente  riapertura al pubblico, dopo 58 anni di chiusura, per un restauro infinito, del Teatro Massimo comunale del capoluogo. A pochi giorni dall’inaugurazione, infatti, una serie di polemiche sono state sollevate nelle pagine dei social network, da qualcuno che lamentava un’organizzazione non impeccabile dell’avvio dell’attività di intrattenimento; da  chi ha anche parlato di guardaroba custoditi mancanti e  da molti altri che non hanno  gradito i privilegi di casta riservati a politici, amministratori locali , consiglieri, a cui sarebbero stati destinati biglietti omaggio per il primo spettacolo. In particolare Italia rivolge le sue precisazioni agli esponenti politici delle precedenti amministrazioni, che pare si siano sentiti strappati i meriti di aver contribuito alla restituzione  del grande contenitore culturale alla città. A motivare il suo intervento sarebbe stata la dettagliata relazione sulle fasi del recupero dell’immobile diramata alla stampa dal sindaco visentin (Vedi sotto testo completo )

“I tentativi più o meno maldestri, più o meno in buona fede, di attribuirsi i meriti della riapertura del nostro prezioso teatro o di gettare ombre di ogni sorta sulla stessa- esordisce Francesco Italia- ci offrono nuove e inattese opportunità per chiarire ulteriormente vicende non del tutto esplorate.

“In ogni occasione pubblica, né io né il sindaco abbiamo mancato di riconoscere alle precedenti amministrazioni il merito di aver destinato somme cospicue ai lavori strutturali e di completamento del teatro. Bisognerebbe ricordare – e questa nota ce ne offre occasione – che non si tratta sempre e soltanto di quanto si spende, ma anche di come si spende. Se per ciò che concerne le opere strutturali non abbiamo riscontrato alcuna evidente anomalia, rispetto agli impianti, ed in particolare per ciò che riguarda uno dei più importanti, quello antincendio, non possiamo dire altrettanto”.

“Certo – continua Italia – appare davvero molto strano che nessuna delle precedenti amministrazioni avesse mai riscontrato che tale impianto perdesse da tutti i punti di giunzione, che non fosse mai di fatto entrato in esercizio, che fosse stato realizzato in modo differente rispetto al progetto e con materiali difformi. Eppure è la prima cosa che abbiamo notato noi entrando nel teatro già nei primissimi mesi del nostro mandato, nel 2013. Ciò che dico, evidenziato prima da un perito di parte e poi da un perito nominato dal giudice, non è certo una novità e il sindaco Visentin dovrebbe sapere che non si trattava certamente solo di “sostituire con una modica spesa alcuni giunti”. Tanto è vero che, per ottenere il placet della commissione, abbiamo dovuto fare totalmente a meno di quell’impianto, costato alla collettività poco meno di 1 milione di euro! Esistono, inoltre, altre inspiegabili scelte che hanno particolarmente colpito la nostra attenzion”e.

“Come si spiega, infatti, che alcuni costosissimi corpi illuminanti, distribuiti in maniera assai copiosa nei luoghi più remoti del teatro, fossero stati installati ancor prima del completamento delle opere strutturali? E come si spiega che un teatro che, a detta di Visentin, era praticamente pronto, si trovasse interamente sprovvisto di corpi illuminanti nelle zone fondamentali dello stesso: vestibolo, ingresso, biglietteria, bar, guardaroba, palchi, foyer, bagni? Come mai quelle costosissime e urgentissime applique sono state installate ovunque meno che nei luoghi ove servivano davvero?

“Sono certo che a tutte queste domande qualcuno sarà in grado di rispondere con la stessa accuratezza con cui si snocciolano le cifre milionarie, certamente servite a realizzare opere indispensabili ma anche, indubbiamente, a sfregiare e umiliare il teatro.

“Per concludere, poi, sulla vicenda dell’evento dedicato al profumo di una nota marca del lusso italiano, devo nuovamente ribadire che non si è in alcun modo trattato di una festa privata,  ma del lancio in anteprima mondiale di uno spot realizzato da due protagonisti assoluti del nostro cinema  – il regista Giuseppe Tornatore e il musicista di Ennio Morricone – e destinato ad un numero assai ristretto (non certo i 406 posti autorizzati adesso) di giornalisti internazionali di settore. La proiezione, come è evidente, non ha in alcun modo comportato l’impiego dei palchi e del teatro nella sua funzione di rappresentazione scenica ma solo di alcuni posti in platea. Qualunque paragone con gli spettacoli e le possibilità di fruizione attuali può solo provenire da chi non conosce le cose o non le ricorda, o cerca di arrampicarsi sugli specchi. Mi fa piacere ricordare, inoltre, che, grazie a quell’evento, il teatro ha ricevuto in dono la somma di 20.000 euro per acquisto di arredi e i tre splendidi lampadari che illuminano elegantemente l’ingresso”.

 

“Mi spiace constatare, in ultimo, come ancora una volta, chi si occupa di politica in città non colga l’opportunità di gioire e partecipare con proposte e progetti ma preferisca avventurarsi in polemiche sterili ed autoreferenziali”.

 

La nota alla stampa di giorno 4 gennaio 2017 dell’ex sindaco di Siracusa Roberto Visentin 

“Il Teatro è stato oggetto di diversi interventi significativi a partire dagli anni ’80, allorquando sono stati eseguiti interventi per circa 3,5 miliardi di lire per il rifacimento delle coperture, per un parziale consolidamento strutturale e per il restauro pittorico delle tele. Per il suo completamento venne redatto un progetto complessivo per una spesa di circa 25 miliardi di lire. L’amministrazione Bufardeci ritenne tale costo eccessivo e incaricò il Prof. Ugo Meli, (allora direttore dell’Istituto Regionale del Restauro), della progettazione e direzione lavori. Fra il 2005 ed il 2007 vennero eseguiti i lavori finanziati con i fondi della legge sulla ricostruzione 433/91, per un importo di circa 2,7 milioni di euro avendo la Regione incamerato il ribasso d’asta. Al termine dei lavori, purtroppo il Teatro non era completo perché si dovevano ancora realizzare interventi strutturali, tutte le opere di rifinitura, di restauro e buona parte degli impianti e gli interventi sulla parte dell’ex Ufficio Tecnico indispensabile per l’utilizzo del Teatro. Insomma, un intervento molto parziale che non consentiva la fruizione del Teatro. Per consentire ciò, fu affidata al personale dell’Ufficio Tecnico Speciale di Ortigia, la progettazione e la direzione dei lavori di completamento. Il progetto comportava una spesa di circa 5,3 milioni di Euro, che vennero finanziati per 1,3 milioni con fondi della legge 433/91 e per la restante parte di 4 milioni si decise di accendere un mutuo, anche per evitare che passando il tempo i lavori già fatti potessero degradarsi. Nonostante opposizioni varie anche da parte di rappresentanti dell’allora maggioranza, il mutuo fu inserito nel bilancio preventivo del Comune relativo all’anno 2009 che con la delibera del C.C n° 109 del 20 luglio 2009 venne approvato da tutti i Consiglieri ad esclusione di quelli del PD con capogruppo l’attuale Sindaco. 2 Alla data del 31 dicembre 2012, nonostante alcuni ritardi per ricorsi al T.A.R., i lavori erano completati compreso gli arredi ed esclusa solo la posa in opera del sipario (già ordinato); il Teatro nell’arco di poche settimane poteva essere fruibile. In sintesi, interventi per 1,8 milioni di Euro circa sono stati eseguiti prima dell’anno 2000; per 2,7 milioni di Euro durante la sindacatura Bufardeci; per 5,3 milioni di Euro durante la mia sindacatura. Questi i fatti ed i costi, il tutto può essere documentato facilmente dagli atti giacenti presso gli uffici comunali. Anch’io oggi esprimo soddisfazione per un primo utilizzo del Teatro, ma non posso non rilevare che appare oggi, assolutamente strumentale sostenere, da parte dell’attuale amministrazione, che il ritardo nell’apertura del Teatro sia da attribuire a non ben definiti interventi di completamento e ad un contenzioso con la ditta esecutrice dell’intervento diretto dal Prof. Meli per la perdita di alcuni giunti di tubazioni antincendio, riparazione per la quale occorreva una cifra esigua. Invece, sarebbe opportuno conoscere quali interventi e quali costi ha sostenuto l’attuale amministrazione e paragonarli con quanto fatto e speso in passato. Ci si chiede quali sono le vere motivazioni che hanno ritardato l’apertura del Teatro, peraltro temporanea ? Ed ancora, se il teatro non era completato né utilizzabile come è stato possibile nell’ottobre 2013 allestire un set per una festa privata organizzata dai titolari di un importante marchio italiano che mai avrebbero accettato una location, che secondo le dichiarazioni degli attuali amministratori era poco più che un cantiere ? A chi legge le conclusioni”.

 

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Mascia Quadarella