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Tradizioni, i dolci di Santa Lucia: la cuccìa

Siracusa- Da “coccio”, in siciliano chicco di grano, che è l’ingrediente base per prepararla, la “Cuccìa” è il dolce al cucchiaio tradizionale associato alla Festa di Santa Lucia, che viene preparato già agli inizi di dicembre e fino alle festività natalizie a Siracusa e in altre località dell’Isola dove la martire aretusea viene celebrata.

A Siracusa a rispolverare dal dimenticatoio la ricetta della cuccìa originale, composta da grano saraceno bollito, ricotta, zucchero di semola e buccia di arance candite, con l’aggiunta moderna delle gocce di cioccolata, che la rendono più ricca e ghiotta, fu oltre trent’anni fa la storica pasticceria Artale, da sempre allocata in via Landolina, arteria che conduce a Piazza Duomo.

Il maestro pasticcere Giovanni Artale, che ha tramandato il mestiere di cui è artista ai tre figli, Anita, Alessio ed Andrea, volle riproporla, nella seconda metà degli anni ’90, ai siracusani proprio in occasione dei festeggiamenti del 13 dicembre in onore della patrona , esponendo nelle sue vetrine le coppette contenenti la semplice preparazione, che negli anni, però, è riuscita a conquistare anche i palati più raffinati ed esigenti di cittadini e soprattutto di turisti.

Il dolce, oltre ad essere buono e semplice da preparare, ha una valenza simbolica, infatti, rievoca la fine della carestia del 1646, quando secondo legenda un bastimento carico di cereali, nella fattispecie frumento, approdò al porto di Siracusa, salvando la popolazione locale dalla fame. La ricetta, seppur veloce da eseguire, richiede comunque la preparazione del grano qualche giorno prima.

“Il grano va messo in ammollo in acqua fredda- suggeriscono Anita ed Alessio Artale dal loro laboratorio- almeno due o meglio tre giorni prima, cambiando spesso l’acqua, consentendo di eliminare le impurità e rendere i chicchi morbidi. Poi, si passa alla bollitura dello stesso, il procedimento è uguale a quello per preparare il riso, senza salarlo naturalmente, e facendo cuocere a fuoco moderato per circa mezz’ora. Una volta cucinato il grano si mette in un colapasta e si attende che si asciughi dall’acqua di cottura per infine amalgamarlo con gli altri ingredienti”.

“ La ricotta setacciata- spiega Alessio- va in dose doppia rispetto al grano utilizzato, poi si uniscono le scorzette di arancia candite e le gocce di cioccolato e si serve ai propri ospiti”. “ Oggi- spiega Alessio Artale- ci sono anche delle alternative moderne, come la cuccìa al pistacchio, alla crema pasticcera e anche in versione senza lattosio, per venire incontro alle esigenze della gente”.

Ma a Santa Lucia sono dedicati anche gli “Occhi di Santa Lucia”, delle gustose paste di mandorla, dalla forma ovale, con al centro un candito rotondo d’arancia che ricorda anch’esso gli occhi, come oggetti del martirio della vergine siracusana.

Durante l’ottavario, in tutta la Sicilia, si consumano anche cassate palermitane, cannoli e sul fronte del “salato” le arancine o gli arancini al ragù calde, anche questi ultimi prodotti della rosticceria siciliana a base di riso ricordano la fuoriuscita dalla carestia, per intercessione della provvidenza. Siamo entrati nel laboratorio della famiglia Artale per preparare insieme a voi la cuccia.- Buona visione Il servizio è a cura di Mascia Quadarella

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Giornalista