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Un bagno di folla al Duomo per il saluto a Santa Lucia delle “quagghie”

Siracusa – Bagno di folla, ieri, in piazza Duomo per la tradizionale festa del patrocinio di maggio, di Santa Lucia. Fedeli e turisti si sono riversati prima dentro la Cattedrale, per assistere alla funzione religiosa, e poi sul sagrato e  le vie limitrofe, assistendo al volo delle colombe, le “quagghie ” , che rievocano la leggenda secondo cui una colomba con una spiga tra il becco annunciò alla cittadinanza siracusana, nel 1646, la fine di una lunga  carestia, con l’arrivo di un bastimento carico di grano. A ricordare l’evento, anche un corteo storico ed i gozzi tipici siracusani, messi a disposizione dall’Associazione il gozzo di Marika. Molto attuale il discorso dell’arcivescovo di Siracusa, monsignor Salvatore Pappalardo, che ha richiamato alla responsabilità i protagonisti della politica locale, riallacciandosi alla grave crisi economica e occupazione che affligge il territorio locale.

Il discorso integrale di monsignor Salvatore Pappalardo

Con gioia accogliamo in questa piazza il simulacro di Santa Lucia, nostra concittadina e patrona.
Il nostro sguardo, carissimi fratelli e sorelle, è rivolto a Lei, desiderosi, come siamo, di lasciarci raggiungere dalla luce dei suoi occhi e di godere della sua amabile intercessione presso il Signore Gesù Cristo.
In questa ricorrenza di maggio, commemoriamo appunto il suo patrocinio: Ella, dal cielo, non mancherà di proteggere ancora questa nostra cara città di Siracusa.
Ne avvertiamo un particolare bisogno in questi nostri tempi nei quali si evidenziano situazioni di degrado sociale e morale, dovuto, tra le altre cause, alla povertà, sia materiale che spirituale, in cui si dibattono tanti individui e anche numerosi nuclei familiari.

La consapevolezza del costante patrocinio di Santa Lucia sulla nostra città deve tradursi, come ho già più volte ricordato, in un’assunzione di responsabilità personale, di tutti e di ciascuno, verso i fratelli più bisognosi. La venerazione di Santa Lucia, infatti, non accompagnata da un impegno vero di imitazione delle sue virtù, sarebbe un vacuo sentimento ed un inutile ritualismo religioso.

La nostra Città vive la vigilia delle elezioni comunali per il rinnovo dell’amministrazione. È questo un momento che non può essere vissuto con leggerezza e con disinteresse. La scelta dei propri rappresentati da parte di ogni cittadino può essere veramente libera e democratica solo dinanzi a programmi chiari e realizzabili che mettano al centro il bene comune senza condizionamenti di parte.
Come pastore di questa santa Chiesa di Siracusa, dal profondo del cuore rivolgo l’appello affinché gli sforzi di tutti siano concentrati al superamento della povertà sempre più diffusa. Il popolo santo che Dio ha voluto affidare alla mia cura pastorale non può continuare a vivere e a soffrire senza la prospettiva di quelle condizioni che permettano una vita dignitosa e serena.
I poveri, i malati, la famiglia e il lavoro libero e dignitoso per tutti siano gli obiettivi che chiunque sarà chiamato a guidare questa Città deve porsi come progetto del proprio impegno politico.
Non mi stancherò, pertanto, di esortare tutti ad ispirarsi al luminoso esempio di santità che ancora oggi Lucia continua ad offrirci e a far nostre le scelte che fece Lei nella fedeltà a Cristo e al Vangelo.

Nella recente esortazione Gaudete et exsultate il Papa ci ha ricordato come la santità non sia prerogativa di pochi, ma essa è già presente nella nostra vita quotidiana anche se passa inosservata. «Per essere santi – dice il Papa – non è necessario essere vescovi, sacerdoti, religiose o religiosi […]Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova. […] Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli […]Hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali”.
Su queste parole del Santo Padre chiedo a quanti con generosità si stanno proponendo alla guida della nostra Città: pensate alla politica come un vero servizio alla comunità e come un vostro personale impegno di santità!

A te ci rivolgiamo, cara Santa Lucia, ricorrendo ancora una volta al tuo sicuro patrocinio: aiutaci ad essere santi! Ottienici dal Signore la luce ed il coraggio necessari per essere testimoni credibili del suo amore. Illumina il cuore di ciascuno di noi e di quanti saranno chiamati a ruoli di responsabilità affinché tutti possiamo crescere in santità e tutti possiamo contribuire nella costruzione del bene comune, sicché nessuno sia più privato del pane, del lavoro e della dignità.
Noi cristiani, assecondando il comando di Gesù: “amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, possiamo e dobbiamo dare un volto nuovo alle nostre città perché in esse si instauri la civiltà dell’amore, inaugurata dalla Pasqua del Signore, e di cui tutti i Santi, e la nostra Santa Lucia, sono stati nel tempo testimoni ed artefici.
Con i migliori auguri a tutti e con tante Benedizioni del Signore! Evviva Santa Lucia!”.

Mascia Quadarella

foto di Vincenzo Oraziano Malandrino

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Mascia Quadarella
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