L’Ona celebra l’anniversario della morte di una vittima dell’amianto, davanti la sede dell’Ufficio elettorale di Siracusa

Sta diventando un caso emblematico, che potrebbe costituire un precedente giurisprudenziale, quello della morte per patologia asbesto correlata del compianto dirigente comunale di Siracusa, Michelangelo Blanco. I figli hanno annunciato e stanno conducendo una battaglia, che vede come alleata la società civile

Siracusa – E’ sul presunto luogo della contaminazione, l’Ufficio Elettorale di Siracusa, dove i dipendenti sarebbero ancora esposti all’amianto delle coperture, che questa mattina l’Ona ha voluto celebrare l’anniversario della morte, avvenuta questo giorno dello scorso anno, di Michelangelo Blanco, vittima della fibra killer.  L’uomo è deceduto, infatti, per  mesotelioma pleurico, una patologia asbesto correlata.

Accanto ai rappresentanti dell’ Osservatorio nazionale amianto, sezione  di Siracusa, la  famiglia Blanco sostenuta, per la causa di interesse collettivo, da diversi esponenti politici (Pippo Gianni, Ezechia Paolo Reale e Fabio Granata quelli in prima linea davanti lo striscione di rivendicazione) e semplici cittadini.

Nonostante la giornata calda e pre-festiva, tante sono state le persone che hanno preso parte al sit-in, sollecitate anche dalla instancabile Carmen Perricone, che dalle pagine dei social sta ingaggiando una battaglia virale per ottenere una bonifica del territorio dalla presenza di tale fibra, soprattutto sotto forma di rifiuti conferiti fuori dalle regole e dai protocolli di sicurezza.

“Io e mio fratello, Lorenzo- ha dichiarato Tiziana Blanco, figlia del compianto dirigente comunale di Siracusa, che lo scorso 19 luglio ha presentato una querela alla Procura della Repubblica di Siracusa affinchè si pronunci sulla morte del padre, ravvisando eventuali responsabilità per chi ha lasciato lavorare gli impiegati in un ambiente rivelatosi malsano- chiediamo giustizia per mio padre. A cosa serve parlare di bonifica, della pericolosità dell’amianto se tanto poi quegli stessi maledetti uffici dove mio padre ha respirato la fibra killer sono ancora aperti e con gli impiegati all’interno? E’ un vero controsenso. Qui si sta giocando con la vita delle persone. Due mesi fa è stata eseguita una perizia all’interno dell’ufficio elettorale ma ancora non conosciamo l’esito. L’unica cosa certa è che c’è ancora gente lì dentro. E’ inaccettabile”.

La gente continua a morire e chi dovrebbe tutelarci non lo fa. L’amianto è come la Dea Fortuna, Bendata, e può colpire chiunque. Tutti coloro che ad oggi sottovalutano il rischio dell’amianto un domani potrebbero esserne anche loro vittime”, continua a ribadire Pippo Gianni,  promotore della Legge regionale  10 del 2014, ancora inattuata, ma anche  componente del Comitato tecnico scientifico Nazionale.

“L’ho detto chiaro al sottosegretario Faraone, non interromperemo le azioni legali anche nei confronti di suoi colleghi di partito – ha aggiunto il legale dell’Ona Ezio Bonanni-  ed esponenti politici a lui vicini, fino a quando non ci sarà l’attuazione della Legge Regionale, ed anzi spero che possa sollecitare il suo collega di partito On. Crocetta a dare attuazione alla legge. Dovrebbe intervenire anche l’ex Premier Renzi”.

“Continueremo – sottolinea Calogero Vicario, coordinatore Ona Sicilia- a dare battaglia per il rispetto dei diritti dei lavoratori siciliani e siracusani. Il presidente della Regione, nonostante abbia il potere non sta provvedendo  ad emanare alcun provvedimento, di conseguenza i lavoratori sono obbligati ad intraprendere azioni legali. Siamo stanchi di veder morire lavoratori e familiari. Non è giusto morire a causa del proprio lavoro. Ci chiediamo le ragioni di tanto ostracismo nei nostri confronti e vorremmo  una risposta pronta  dalle istituzioni”.

Mascia Quadarella

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