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Emergenza Coronavirus, infermieri in trincea per 12 euro lorde, la lettera aperta dell’OPI

Siracusa- Gli infermieri, assieme ai medici e agli altri operatori sanitari, sono in prima linea nella lotta contro il Covid-19, che ogni giorno miete vittime. Sono proprio loro a rischiare più di altri il contagio, essendo a stretto contatto con persone infette, ma per loro sembrano scarse le tutele e non solo economiche, ma anche per la loro salute, data la carenza denunciata a più voci di dispositivi di protezione adeguati. In questa lettera sfogo l’Opi, l’Ordine delle Professioni infermieristiche, mette in evidenza le criticità della categoria.
“Incredibilmente, in un momento così drammatico per ognuno di noi, siamo posti di fronte ad un’ipotesi quasi peggiore del male che stiamo combattendo dentro le corsie! I provvedimenti del Governo vanno nella direzione, stavolta concretamente, della integrazione degli organici ed ovunque vengono emanati bandi a tempo determinato rinnovabili…
Ma, in Sicilia, per quanto possa apparire assurdo, alcune ASP stanno ricorrendo alle assunzioni a partita IVA con un compenso indecoroso di 12 euro lordi l’ora. Un sistema inaccettabile che mortifica e calpesta la professionalità di chi si fa carico di assistere e prendersi cura, oltre che incredibilmente in conflitto con le lodi che la categoria infermieristica riscuote in questa situazione emergenziale. Probabilmente ancora non si è compresa la gravità della situazione: solo ieri 386 decessi in Lombardia e in quella regione hanno mezzi, attrezzature sanitarie e numero di personale impensabili nella nostra realtà. Qui scontiamo un’atavica inadeguatezza degli standard di personale, di mezzi e di posti di terapia intensiva ed è necessario reperire con estrema urgenza 2 infermieri per paziente; lo stesso dicasi per il potenziamento dei pronto soccorso compreso il pre – triage e le malattie infettive. Sicuramente avremmo evitato questa lettera aperta se avessimo avuto la possibilità di dire la nostra nei tavoli tecnici che l’assessorato ha convocato e nei quali siamo stati ignorati metodicamente.
Riteniamo indispensabile che l’assessorato dia delle direttive univoche e lungimiranti a tutte le ASP in considerazione degli scenari ai quali abbiamo assistito e che oggi viviamo in prima persona in quanto stiamo assistendo al crescere del numero dei contagi giornalmente e le nostre terapie intensive sono già impegnate a salvare vite umane dal COVID 19.
Se vogliamo evitare i contagi non basta evitare gli assembramenti ma occorre tutelare il personale sanitario adeguando immediatamente le dotazioni organiche, incrementando il personale dove l’emergenza lo richiede e fornendo i DPI (DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALI) adeguati, altrimenti il personale diventerà la prima fonte di probabile contagio e mancheranno i livelli minimi essenziali per assicurare cura e assistenza”.

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Mascia Quadarella
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Giornalista