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“Quel vicolo di Ortigia porti il nome del maestro Salvatore Accolla, per non dimenticarlo”

Siracusa- Salvatore Accolla, artista siracusano, per anni presenza silenziosa di corso Matteotti, mancherà… Oggi l’addio, nella chiesa di San Paolo. Parrocchia a due passi da quello scorcio d’Ortigia che, inconsapevolmente, Salvatore caratterizzava ed arricchiva, con i colori a tinte forti dei suoi quadri da bohèmien contemporaneo, talentuoso, spontaneo, ma a lungo incompreso e solo troppo tardi scoperto e valorizzato.

Accanto ad un feretro essenziale, il suo fedele amico a quattro zampe, con cui condivideva l’umile dimora, i pasti frugali, le gioie, i dolori, quel suo essere speciale, diverso, unico ed originale, in una società che omologa i corpi e non comprende in tempo le anime particolari, belle, gli spiriti creativi destinati a essere invisibili, ma a lasciare il segno.

“Non servono parole”, scrive l’assessore Fabio Granata in questo scatto

Accolla cedeva la sua arte, di recente “sorvegliata speciale” da alcuni lungimiranti galleristi e critici d’arte, per ricavarne pochi spiccioli. In realtà, però, quei quadretti realizzati a tinte forti, come inni alla quotidianità, alla sua Sicilia, cantati a squarciagola, a volte non azzeccando perfettamente le note, ma armoniosi nel complesso, schizzati su supporti di fortuna, erano regali che faceva a perfetti sconosciuti, perché lui, che era umile, l’unico dono che poteva fare agli altri erano quegli sprizzi cromatici, a volte corredati da poesie rimate, tra il dialetto e l”italiano. I suoi capolavori lo rendevano vivo, erano e rimarranno espressioni, sostanza profonda della sua visione del microcosmo che lo circondava, al quale sorrideva con l’ironia resiliente di chi si accontenta, si pone ai margini perché ha il coraggio di rimanere se stesso.

Oggi Siracusa piange un amico prezioso, che condivideva il marciapiede con il venditore di carte e con quello dei lupini, allestendo una scenografica vetrina, l’unica che poteva permettersi e che gli era concessa bonariamente. Fu orgoglioso e felice di rendere artistiche quelle asettiche barriere di jersey che delimitano la Ztl, si sentì lusingato di quella inaspettata e “istituzionale” considerazione. Lo ricorderemo così, nella sua immensa semplicità, con quel sorriso che affiorava per “poco”, davvero “poco” dalle sue labbra. Stavolta saremo noi, però, a farlo uscire dal prolungato anonimato, anche se a posteriori. Lo dobbiamo a un uomo che ha lottato per sopravvivere e non si è mai lamentato.

Ramzi Harrabi, concittadino di origini tunisine, musicista, grande mediatore culturale, ha subito avanzato la proposta di intitolare l’angolo del centro storico aretuseo in cui il “maestro” Accolla è vissuto a lui, alla sua storia, che ha molto da insegnare. Un ricordo toponomastico in grado di ricompensare quel talento che non va dimenticato.

Da questa sera, lunedì 2 novembre, giorno dell’ultimo saluto a Salvo Accolla, l’edicola votiva in onore della Madonnina delle Lacrime, ubicata tra via Dione e via dell’Apollonion, sarà illuminata grazie alla proposta di Alessandro Maiolino del direttivo di DRACMA ed alla fattiva e immediata collaborazione del sindaco di Siracusa Francesco Italia.
“Un piccolo gesto puramente simbolico – dichiarano il presidente Giovanni Di Lorenzo e Alessandro Maiolino – che sarà accompagnato da qualche altro intervento di ripristino decoro dell’edicoletta”.
Anche DRACMA si unisce alla richiesta formulata da Ramzi Harrabi di intitolare il vicolo dove abitava Accolla proprio al maestro.

Addio Maestro

Mascia Quadarella

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