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Icaro 2020, il comandante della Polstrada Capodicasa: “Non vogliamo più suonare un campanello per comunicare la morte di un figlio”

Siracusa- Ha coinvolto gli studenti delle terze classi in poi di 13 istituti superiori della provincia di Siracusa l’edizione 2020 del “Progetto Icaro”, messo in campo, da un ventennio, dalla Polizia stradale. Un tema molto sentito, nel territorio, quello della sicurezza stradale, anche alla luce delle tragedie di cui le strade siracusane sono state, anche di recente, teatro e le cui vittime sono stati giovani e giovanissimi. Lo strazio dei genitori sopravvissuti alla morte dei figli si è alternato tra le scene incisive della pellicola di Matteo Vicino “Young Europe” e sul palco nelle testimonianze di mamme, come Deborah Lentini, madre di Stefano Pulvirenti morto in viale Paolo Orsi, che ha commosso con il suo racconto tutti, raccogliendo l’applauso di incoraggiamento e gratitudine dei ragazzi. E anche il comandante della Polstrada aretusea, Antonio Capodicasa, non è riuscito a non manifestare la sua commozione, invitando i ragazzi a fare attenzione e a vigilare sui comportamenti degli adulti, che da un po’ di tempo non danno il buon esempio alla guida. “Non vogliamo- ha diverse volte ribadito- più suonare un campanello, per annunciare la morte di un giovane”.

In effetti, nonostante le campagne di sensibilizzazione, purtroppo, gli incidenti mortali o con feriti gravi sono ancora troppi. A causarli, prevalentemente, la distrazione da “smartphone”, la smania di chattare infischiandosene dei divieti e della vita, propria e di quella di chi ha la sfortuna di incrociare il cammino dei riluttanti alle regole per preservarla, ma anche la velocità, l’alcol e la droga. E con la voce calda e accattivante, l’attore e doppiatore dei grandi del cinema americano, Michele Gammino ha voluto incidere ancora sulle coscienze dei ragazzi presenti in sala: “Ragazzi l’ho detto ai miei figli, lo dico ai miei nipoti, anche se sono grandi, mutuando il buon Totò’, la testa va mantenuta sul collo”… un invito alla responsabilità che devono cogliere soprattutto gli adulti, che inseguendo il tempo, sfidano la morte, che spesso porta via chi colpe non ne ha. Sul palco a condurre la giornalista Oriana Vella, che è riuscita a coinvolgere gli spettatori, smorzando la drammaticità dei temi, con la sua simpatia.

Mascia Quadarella

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Giornalista