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“L’attimo sospeso”, il nuovo singolo della cantautrice siracusana Adriana Spuria

Siracusa- Parla delle emozioni e dei pensieri delle donne, non a caso è uscito l’8 marzo, giornata internazionale dedicata, l’ultimo singolo della cantautrice siracusana Adriana Spuria. Voce calda, mediterranea, “felina”, quella di Adriana, che accarezza le corde dell’anima, a volte “graffiandola”, con ritmi suadenti, ancorati alla tradizione musicale italiana, mai ridondanti, ma armonici e armonizzanti. I suoi testi raccontano momenti, istanti di vita, pagine esistenziali di una donna che si avvia alla maturità, ma non lo fa con passiva rassegnazione, bensì con lo spirito di chi riesce a scoprirsi ogni giorno e a reinventarsi. In un momento in cui il futuro diventa evanescente, il valore del presente e del passato prendono corpo e costruiscono la speranza.

L’Attimo sospeso” cade a fagiolo in un periodo in cui a sembrare sospese sono le giornate di tutti gli italiani , cara Adriana ci racconti la filosofia che ha animato questo tuo testo?

 E’ un testo che è nato a 4 mani con Gae Capitano,  artista  molto  conosciuto, poichè  autore del brano cantato da Gazzè “Silvestri Fabi Il dio delle piccole cose” contenuto nell’album “Il signore della festa, oltre a tanti altri brani molto conosciuti.  Inoltre, Gae ha pure arrangiato il mio brano L’attimo Sospeso . Il brano parla di me , del mio modo di essere . delle riflessioni sull’esistenza, delle particolarità  e dei  pensieri intimi delle donne. E’ un brano che parla delle donne .

Canti la vita, nella sua ordinarietà, con le sue fragilità, i momenti belli e quelli cupi, ma il tuo stile è inconfondibile, è quello della tradizione della canzone italiana ( di una volta), che non insegue solo le hit, ma mira ad emozionare, concordi?

Assolutamente si, hai già detto correttamente tutto tu.

Stare soli con se stessi, in un momento in cui la riflessione è d’obbligo, ti sta ulteriormente ispirando come artista, o questa assenza di libertà sta frenando anche la tua creatività?

Sto assolutamente usando la mia creatività per trovare un senso a tutto questo e sto lavorando alla promozione del mio singolo che e’ uscito l ’8 marzo per l’appunto. Una cosa nuova mi  sta accadendo,  però,  ovvero che non riesco a leggere un libro, perché non riesco a distaccarmi totalmente da questa realtà, che mi tiene costantemente  in stato di presenza, di allarme .Però se suono, canto e scrivo riesco a distaccarmi e a rilassarmi

Adriana nel tuo percorso sei andata via giovanissima da Siracusa e poi sei tornata, lo rifaresti o faresti un altro percorso, visto che questa città spesso non riconosce i propri talenti

Rifarei esattamente tutto, forse eviterei qualche incontro deleterio per la mia esistenza, ma probabilmente è stato utile per la mia crescita

Che rapporto hai con il Festival di Sanremo? Su quel palco spesso salgono meteore, lo hai mai ambito? Quale la canzone dei festival che maggiormente ti è rimasta impressa e che riprodurresti

Certo! Lo ambisco tuttora. E’  un festival importantissimo per la promozione di un artista . Beh sicuramente Almeno tu nell’Universo  di Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio, cantata dalla meravigliosa Mia Martini ma pure La musica e’ finita di Bindi /Califano/Nicola Salerno , cantato da una inarrivabile Ornella Vanoni…spero di non ricordare male, ma credo anche questa canzone abbia fatto Sanremo

C’è una canzone della tua terra che proporresti in questo momento di grande scoramento?

Si la prima canzone che mi viene in mente in dialetto siciliano è quella dell’immenso Domenico Modugno, che si intitola “MALARAZZA”,  e il cui ritornello canta “Tu ti lamenti ma chi ti lamenti pigghia nu bastuni e tira fora li denti”

Siamo in piena battaglia contro un nemico invisibile, ma in realtà stiamo tutti lottando per comprendere meglio il senso di questa vita. E questo silenzio che fa rumore ci costringe a viaggiare dentro noi stessi per osservare cosa c’è che si può migliorare, anche in relazione agli altri.

Amore e libertà sono ingredienti fissi nelle tue canzoni, come cambia il tuo approccio con l’uno e l’altro

Per me amore è sinonimo di libertà se non lo è forse è qualcosa di altro oppure è contaminato da qualcosa che non funziona e che va guarito. Crescendo ho imparato qualcosa sull’amore, cioè che non si misura la propria capacità d’amare solo dall’amore  che proviamo per una persona ma dall’amore e dal rispetto che abbiamo per la vita nostra e degli altri .

Mascia Quadarella

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Mascia Quadarella
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Giornalista