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Differenziata a Siracusa al 34,68%. Buccheri: “Nelle classifiche bisogna considerare la densità di popolazione”

Siracusa“I dati forniti dalla Regione Siciliana sulla raccolta differenziata vanno letti non tanto numericamente ma aggregando tutti i fattori che contribuiscono a determinarli. A cominciare dalla popolazione delle città, dall’estensione territoriale dei Comuni e dalle conseguenti difficoltà logistiche legate all’espletamento del servizio. E’ chiaro che non si possono mettere a confronto Città metropolitane con Comuni di mille abitanti. Ed infatti, allargando lo spettro del confronto, il dato regionale sulla differenziata per il 2019 risulta penalizzante per le grandi città”: lo dichiara l’assessore all’Ambiente Andrea Buccheri commentando i dati apparsi oggi sul sito del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione.

“Se il dato numerico della differenziata- continua Buccheri- viene rapportato a diversi parametri, ad esempio Comuni con popolazione superiore a 100mila abitanti o Comuni inferiori a 150mila abitanti, Siracusa balzerebbe in testa alla classifica. E la considerazione confuta anche i risultati di città capoluogo come Enna, Agrigento, Ragusa e Trapani: le loro percentuali risultano tra il 50 e 70% ma hanno tutti una popolazione inferiore del 30, 40 e del 50% rispetto a Siracusa. Non bisogna   dimenticare il dato relativo ai singoli CER (catalogo europeo dei rifiuti) di rifiuti, dove la provincia di Siracusa paga il problema dell’impiantistica più di ogni altra provincia perché sprovvista di impianti adeguati al trattamento dell’organico”.

“La media della raccolta differenziata in città- conclude l’assessore- è passata dal 27,57% dello scorso anno al 34,68% dei primi quattro mesi del 2020. E’ questo il dato significativo da cui bisogna partire. Un trend crescente su cui bisogna insistere intensificando la crescita progressiva e costante della differenziata”

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Mascia Quadarella
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Giornalista