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“Psicologia in piazza”, a Villasmundo la prima tappa dell’iniziativa di supporto post-pandemia

Melilli – “Psicologia in piazza”, è stata inaugurata giovedì scorso in piazza Risorgimento, a Villasmundo, frazione di Melilli, la prima tappa del progetto itinerante di supporto psicologico post-pandemico promosso e organizzato dalla psicologa Veronica Castro, in collaborazione con l’insegnante Matilde Magnano. Un pomeriggio in compagnia, per inaugurare un ritorno alla quasi normalità, alla socialità di prossimità, che dall’agorà virtuale si sposta in quella reale, senza filtri e schermi. La risposta emotiva, psicologica, al tempo prolungato di chiusura in piazza, infatti, è stata diversa da soggetto a soggetto: c’è chi ha approfittato del “tempo sospeso” per rigenerarsi dai ritmi snervanti che richiedono gli impegni di ogni giorno, chi invece ha sviluppato forme depressive, anche subdole, o fobie e paure che nasconde in silenzio.

Da qui l’idea dell’esperta di far stringere i ragazzini in cerchio per far emergere le loro sensazioni e il loro modo di vivere oggi la vita, dopo che questa si è mostrata, forse per la prima volta, ai loro occhi, labile, mutevole, diversa, preziosa negli istanti, da vivere e non rimandare a dopo, quel futuro che oggi forse vedono con più perplessità e non danno per scontato.

“Riscoprire il piacere di stare insieme dopo un lungo periodo di isolamento, – spiega gli obiettivi dell’iniziativa Veronica Castro- sviluppare la capacità di ascolto reciproco, condividere emozioni, difficoltà e paure e usarle come base da cui ripartire per progettare un futuro diverso, migliore.Da una profonda riflessione comune  – continua la psicologa melillese- è scaturita la necessità e la volontà di dare importanza alle piccole cose, ai gesti quotidiani che ci sono tanto mancati e che troppo spesso diamo per scontati.

E’ stata data voce ai bambini, stupiti dal fatto che a creare un vuoto enorme nei loro piccoli grandi cuori sia stata la mancanza delle normali attività didattiche che ha impedito loro di di stare insieme ai compagni e agli insegnanti. L’apprendimento è stato tristemente rilegato a videolezioni che mai potranno sostituire lo slancio e gli stimoli che nascono dallo stare insieme”.

Psicologia non ha dato soltanto voce ed offerto ascolto ai più piccoli, ma anche ai loro genitori,

“Per quanto riguarda gli adulti- ha spiegato Veronica Castro- hanno espresso invece le loro enormi difficoltà a barcamenarsi tra lavoro, casa e gestione dei loro figli soprattutto per le mamme non affiancate per vari motivi dai papà. A pesare anche la paura e la preoccupazione che ancora rimane appiccicata alla pelle e ha costretto ognuno di noi a modificare i nostri comportamenti, a renderli più controllati e meno inclini agli abbracci, alle strette di mano e alla socializzazione. Come aspetto positivo in assoluto è stato riconosciuto da tutti la possibilità di stare in famiglia.

Incoraggiante è stato il contributo di un giovane adolescente che ha espresso il desiderio di riorganizzare incontri come quello di giovedì scorso  con i suoi coetanei che sempre più spesso si trovano privi di punti di riferimento con cui potersi confrontare e con cui poter dialogare senza essere giudicati”.

“ I ragazzi – sottolinea Castro- hnno bisogno di acquisire nuove modalità comunicative e relazionali soprattutto a ridosso di questo periodo di grandi cambiamenti.Profonde riflessioni dunque che i partecipanti hanno saputo trasformare in slancio e motivazione, in desideri e obiettivi per un futuro alla portata di tutti.

L’iniziativa mira anche a promuovere una psicologia a portata delle gente comune, che viene praticata fuori dai luoghi “clinici” e che contribuisca appunto, partendo anche dalla strada, al benessere delle persone, migliorando la qualità di vita dei cittadini e di conseguenza lo stato di salubrità della stessa società.

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Mascia Quadarella
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Giornalista