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“Operazione San Paolo”, la riflessione a voce alta dell’antiracket

Siracusa- Riceviamo e pubblichiamo la nota del coordinatore delle associazioni antiracket FAI della provincia di Siracusa: Paolo Caligiore:

“Il coordinamento delle Associazioni Antiracket FAI della provincia di Siracusa (con in particolare, l’associazione antiracket Floridia e Solarino “Nuccio Sortino”) esprime la gratitudine per l’importante risultato ottenuto nell’operazione San Paolo” a tutti i carabinieri emagistrati che grazie al meticoloso e impegnativo lavoro svolto hanno consentito la “liberazione” di un territorio (Solarino soprattutto, e Floridia).

Noi, dirigenti e semplici associati delle associazioni antiracket, non abbiamo dimenticato il periodo di “ferro e fuoco” a cui fu sottoposto Solarino, ed in parte anche Floridia, con innumerevoli danneggiamenti nei confronti di tanti onesti operatori economici.

Noi non abbiamo dimenticato la sofferenza e la disperazione di chi quei danneggiamenti li subiva e tuttavia ha avuto la forza di ricominciare.

Noi non abbiamo dimenticato le tante lacrime di smarrimento e di rabbia delle tante vittime ma che, nell’associazione antiracket e nei Carabinieri di Solarino e Floridia, hanno trovato conforto e fiducia per andare avanti.

Noi non abbiamo dimenticato che, nella passeggiata antiracket che facemmo a Solarino, alcuni personaggi tra quelli arrestati erano in piazza a dimostrare il loro “potere”. Ne abbiamo preso atto ma, ed è bene precisarlo, nessuno dei tanti partecipanti si è intimorito.

Noi non abbiamo dimenticato i tanti incontri avuti nella Stazione Carabinieri di Solarino (un ringraziamento particolare va al M.llo Sapia ed ai suoi uomini che ci hanno “sopportato-benevolmente – e supportato”) accompagnando le vittime di intimidazioni, che si sono sentite più forti per la nostra presenza.

Noi non abbiamo dimenticato, né mai lo faremo, l’omicidio di Nuccio Sortino a Floridia, maturato in un contesto di “emulazione” da parte di minorenni, che ambivano ad imitare quei personaggi che in questa operazione sono stati arrestati, rovinando la loro vita e quella dei familiari di Nuccio.

Noi non abbiamo dimenticato nulla di quanto accaduto. Abbiamo solo atteso. Con pazienza e con fiducia in quanti hanno svolto le indagini, lunghe e laboriose. Abbiamo atteso, riponendo, come ognuno di noi dovrebbe fare, la nostra fiducia nelle mani dello Stato, Prefettura, Carabinieri, tutte le forze di polizia e Magistratura. Abbiamo atteso e nello stesso tempo abbiamo cercato di stimolare tanti ad avere fiducia nei confronti delle Istituzioni, certi di una loro risposta.

E lasciatecelo dire, finalmente viene contestato il reato di usura ad una organizzazione mafiosa. Quindi, come noi asserivamo da tempo, l’usura posta in atto non dai classici cravattari, ma dal reggente del clan con i proventi illeciti provenienti dall’attività delinquenziale del clan stesso e contando sull’effetto intimidatorio, che il clan rappresentava.

E come ultimo (ma non ultimo) noi non abbiamo dimenticato (e non dobbiamo dimenticare mai) quale deve essere il ruolo delle associazioni antiracket. Ora più che mai dovremo essere bravi nei confronti di chi, riteniamo siano stata vittime silenti e, convincerli a denunciare quelle imposizioni che questi mafiosi hanno imposto loro. E che non erano dovute. La forza e la speranza stanno provando a darcela i tanti uomini e donne che hanno lavorato meritoriamente per cercare di ripristinare la legalità su un territorio, strappandolo ai clan e restituendolo ai cittadini onesti”.

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Mascia Quadarella
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Giornalista