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Il virus si batte sul tempo anche a Siracusa, cure farmacologiche domiciliari ai primi sintomi

Siracusa- Il pediatra siracusano Carlo Gilistro, forte del confronto con le esperienze sul campo fatte dai suoi colleghi medici del Nord Italia, da diverse settimane, faceva pressing, anche mediatico, sulle istituzioni sanitarie locali e regionali siciliane affinchè si giocasse sul tempo la battaglia contro il virus, contrastandone i sintomi al momento dell’insorgenza, senza lasciare il paziente in balia degli stessi per giorni, fino all’aggravamento, nell’attesa di eseguire un tampone.

Oggi, l’Asp di Siracusa ha reso noto che i tempi sono maturi per l’attuazione di un protocollo farmacologico domiciliare, dietro prescrizione e sotto l’osservazione medica…evitando categorigamente il fai-da-te.

“Curare i malati Covid-19 sin dai primi sintomi – comunica l’Asp- e direttamente a casa”. E questa ’ la strategia che mette in campo l’Azienda provinciale sanitaria aretusea, per potenziare le difese del sistema contro il Coronavirus. Il programma sarà gestito dalle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) che sono state istituite dall’Azienda, due per i Distretti di Siracusa e Noto e una ciascuno per quelli di Lentini e Augusta. Le USCA applicheranno direttamente a casa dei pazienti i piani terapeutici che medici curanti e pediatri stileranno per i propri assistiti.

Anselmo Madeddu

A tal fine la direzione sanitaria dell’Asp di Siracusa ha diramato una disposizione ai quattro Distretti sanitari ed ha istituito il Comitato tecnico scientifico della Terapia domiciliare precoce Covid, costituito da dirigenti medici dell’Azienda e rappresentanti SIMG.

“Nelle regioni del nord Italia e specialmente in Emilia Romagna, sostiene la direzione sanitaria aziendale, questa sperimentazione sta cominciando a dare risultati importanti. Non c’è un vaccino, non c’è una terapia consolidata, è una malattia nuova, che fino a tre mesi fa nemmeno esisteva. In tutto il mondo si sta cominciando a conoscerla e a combatterla ora, giorno per giorno. In Italia, per far fronte alla situazione emergenziale ed in attesa dei trials clinici in corso, le società scientifiche stanno stilando delle indicazioni terapeutiche sulla gestione dei pazienti Covid, ma alcuni protocolli sperimentali hanno cominciato a dare le prime evidenze scientifiche. L’idea rivoluzionaria è quella di affrontare questo nemico invisibile fin dalle prime battute. Le sperimentazioni condotte in questi giorni in Emilia stanno dimostrando che cominciare una terapia domiciliare precoce significa modificare in una elevata percentuale di casi l’esito della malattia, migliorando la prognosi e abbassando il numero dei ricoveri, specialmente quelli critici, col vantaggio inoltre di decongestionare gli ospedali e le terapie intensive. I numerosi casi di focolai epidemici osservati negli ospedali di tutta Italia, specialmente in Lombardia, stanno trovando, infatti, uno dei maggiori fattori di rischio proprio nel sovraffollamento delle strutture. La soluzione pertanto è attaccare la malattia sul territorio e decongestionare gli ospedali. Poco più di una settimana fa le due maggiori Società Scientifiche del settore, la SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive) e la SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) hanno validato la sperimentazione pubblicando il protocollo condiviso di Terapia domiciliare precoce per pazienti Covid. I farmaci presenti in queste Linee guida sono stati anche inseriti nelle determine dell’Agenzia italiana del Farmaco pubblicate sul n. 69 della Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana di martedì 19 marzo”.

Da qui la volontà dell’ASP di Siracusa di promuovere questa strategia curativa anche nella nostra provincia, forti della autorevolezza scientifica delle Società che l’hanno promossa. Si tratta dunque di una rivoluzione e di una esperienza pionieristica nel sud Italia, considerato che in Sicilia, ad esempio, solo Ragusa ancora la sta adottando”.

il pediatra Carlo Gilistro

“E’ una notizia- commenta Carlo Gilistro- che accolgo con entusiasmo, perchè in questo modo si potrà sicuramente contribuire ad accorciare sensibilmente la catena dei potenziali contagi. La terapia precoce domiciliare, infatti, non solo protegge e tutela i pazienti, preservardonali da repentini aggravamenti della patologia, ma salvaguarda altresì la categoria dei medici di famiglia, che in tutta Italia hanno già dato un eroico contributo, dato che il loro compito, d’ora innanzi, dovrebbe essere quello di analizzare telefonicamente il quadro sintomatologico dei propri assistiti “sospetti Covid”, per immediatamente segnalare le informazioni raccolte ai colleghi delle Unità speciali . Dovrebbero essere proprio i medici di queste ultime, dotati di dispositivi di sicurezza omologati, a recarsi in casa dei pazienti, valutarne le condizioni e eseguire eventuali prescrizioni o disporne il ricovero”.

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Mascia Quadarella
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Giornalista