Rinnovo concessione loculi, botta e risposta Progetto Siracusa e Amministrazione comunale

Siracusa- Rinnovo concessione loculi al cimitero di Siracusa, continua il botta e risposta tra gli esponenti di Progetto Siracusa, Cetty Vinci e Salvo Sorbello, e l’amministrazione comunale, per cui hanno preso parola il sindaco Francesco Italia e l’assessore ai servizi cimiteriali Alessandra Furnari.

Le perplessità erano state espresse questa mattina dai due rappresentanti di quella che era al Consiglio comunale parte dell’opposizione, che affidavano i loro dubbi al seguente comunicato stampa:

“La settimana scorsa è scaduto anche il secondo termine fissato dall’avviso pubblico dell’Amministrazione in merito a quella che è stata definita “Tassa sui morti”. Non soddisfatta del fallimento del primo avviso, che aveva come scadenza il 23 settembre, l’Amministrazione ne ha emesso un altro, con scadenza fissata al 22 novembre scorso. Sembra che le adesioni siano state scarse, nonostante la delibera di giunta municipale risalga al 23 aprile scorso e si parla quindi ora di un’ulteriore proroga, anche informale. Siamo sempre stati convinti che la fondatezza di questa richiesta sulla concessione dei loculi sia estremamente dubbia e i siracusani devono avere invece certezza, soprattutto in relazione ai fondamentali doveri etici e morali nei confronti dei defunti, della loro cura, del loro ricordo.  Ci chiediamo anche quali effetti ci saranno per il bilancio di previsione del Comune, proposto dall’Amministrazione ed approvato, che prevede per l’anno in corso entrate per ben 800mila euro, mentre per il prossimo anno addirittura quasi 1milione e 900mila euro. Quanti di questi soldi sono stati incassati? Sulla base di quali stime è stata fondata la previsione di importi così consistenti nel bilancio? Per non parlare degli enormi problemi, anche igienico-sanitari, che deriverebbero da una massiccia estumulazione delle salme, molte delle quali potrebbero essere ancora non mineralizzate. I siracusani attendono risposte chiare, su temi che riguardano la sfera più intima delle persone e che proprio per questo non andava trattata con avvisi e con adesivi apposti sulle tombe, senza alcun rispetto neppure per la privacy.”.

La risposta dell’amministrazione comunale

L’amministrazone cittadina non ha tardato a fornire la propria versione sull’attuale e imminente posizione mantenuta su quello che è diventato un vero e proprio “caso”, sul quale è sorta una grande confusione tra i cittadini, che in poche parole non sanno chi ascoltare e se procedere al pagamento di quanto richiesto o meno.

“Riteniamo- scrivono i due membri della giunta- necessario tranquillizzare, ancora una volta, i cittadini, sulla inconsistenza del pericolo igienico sanitario paventato e, soprattutto, sul fatto che nessuna decadenza sarà dichiarata senza prima aver contattato gli eredi dei defunti a mezzo lettera raccomandata . Contrariamente a quanto dichiarato nel comunicato diffuso alla stampa, inoltre, il numero di domande di rinnovo pervenute sino ad oggi è di circa 1400, numero che per altro aumenta ogni giorno, non trattandosi di scadenza perentoria, e che riteniamo essere in linea con le previsioni di bilancio. Occorre sottolineare che tale dato, vista la continua diffusione di false informazioni e i numerosi proclami a non provvedere al pagamento pervenuti da più parti, dimostra che i cittadini, malgrado la confusione creatasi, hanno compreso che l’Amministrazione ha semplicemente dovuto avviare un procedimento previsto dalla legge. Precisiamo, poi, che la somma di entrata prevista in bilancio per il 2019 è di circa 800 mila euro ed è relativa pure alla rassegnazione delle cappelle e dei monumenti funerari dismessi. Ad oggi, malgrado il termine per il pagamento in misura ridotta sia fissato al 31 dicembre 2019, sul capitolo insistono circa 100 mila euro e molte somme non sono, probabilmente, ancora state contabilizzate. In ogni caso, le azioni amministrative e tutti gli interventi attuati sin dal nostro insediamento, così come quelli che sono in programma, confermano l’attenzione per una struttura che consideriamo ‘sacra’ e che per anni, almeno sino ad un primo intervento di ristrutturazione attuato dalla precedente Amministrazione, è stata invece totalmente abbandonata”.




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