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Centinaia di siracusani, ieri, hanno risposto al canto delle Sardine. Entusiasmo in piazza, tra giovani e anziani

Siracusa- Hanno risposto in centinaia, ieri sera, a Siracusa, al “canto” delle Sardine. Giovani e anziani, in una promiscuità generazionale che lascia sperare in un ripristino dei valori del rispetto e della condivisione , hanno dato vita al primo raduno pubblico locale del gruppo politico, che si proclama apartitico, ma che non nasconde l’inclinazione a sinistra. Un movimento, al momento, sorto in segno di protesta, contro quella parte della politica italiana che usa un linguaggio equivoco, intinto d’odio, che mortifica i principi di solidarietà umana, assottigliandoli, anche con proposte di legge, che rischiano di favorire il reiterarsi degli errori/errori del passato.

“Partiamo stavolta- spiega Massimiliano Perna, tra i promotori della nascita del gruppo Sardine Siracusane, che dai social si è spostato in piazza- da quello che ci unisce e non da quello che ci separa. Siamo qui tutti per dire sì alla solidarietà, al salvataggio delle persone in mare, quindi no al razzismo o al fascismo, all’omofobia”.

Sventolate come bandiere, le riproduzioni artistiche dei piccoli esemplari di pesce azzurro, in una città di mare come Siracusa, ieri, sono diventati simbolo di una controproposta. L’entusiasmo per il riscoperto gusto della battaglia pacifica per i propri diritti era palpabile, il giusto rimedio alla rassegnazione. Sperando che qualcuno, però, non usi ancora una volta le speranze di chi vuole crederci in un reale riscatto del Paese, per molti versi alla deriva, cavalcando l’onda…

Mascia Quadarella

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Giornalista