La visita del Ministro Costa, tra istanze e speranze. La lettera della Rete dei Comitati Territoriali

 Priolo- La visita del ministro dell’Ambiente Costa nel Siracusano sembra aver portato una ventata di speranza e una bella manciata di impegni, per ottimizzare la qualità dell’ambiente e anche della vita in tutta l’area nord della provincia ricadente nel Sin.

Oltre l’incontro con le istituzioni del territorio e con gli industriali in Prefettura, il ministro ha incontrato le associazioni ambientaliste presenti nel quadrilatero industriale.

Tra queste quelle aderenti alla Rete dei Comitati Territoriali Siciliani, di cui fa parte anche il Comitato Stop Veleni, che fa riferimento a Don Palmiro Prisutto, che ha consegnato all’esponente del Governo, assieme ad una lettera, tutti i documenti contenenti le istanze,i comunicati e gli esposti inviati in questi anni alle istituzioni.

Tutta la documentazione, ha annunciato Stop Veleni, verrà altresì inviata via Pec alla Regione Sicilia e ai Ministeri : Minambiente, Industria, Sanità, Beni Culturali, Turismo.

La lettera consegnata al Ministro da Stop Veleni di Augusta

Egregio Signor Ministro dell’Ambiente
Sergio Costa,

IL COMITATO STOP VELENI – AUGUSTA PRIOLO MELILLI SIRACUSA

in proprio e per
conto della

RETE DEI COMITATI TERRITORIALI
SICILIANI

LETTERA APERTA

Egregio Ministro Sergio Costa,

Il Comitato Stop Veleni e la Rete dei Comitati Territoriali desiderano ringraziarLa per aver voluto vistare Priolo, una delle quattro città, insieme ad Augusta, Melilli e Siracusa, dove ormai da sessant’anni avviene uno intollerabile scambio fra il lavoro da una parte e dall’altra la dignità, la salute, l’ambiente e, persino, la vita delle persone. Uno scambio al quale occorre porre fine una volta per tutte e contro il quale nostro Comitato è da sempre in prima linea nella denuncia e nel contrasto.

Appena qualche giorno fa, era il 17 ottobre, in uno alla Rete dei Comitati Territoriali di cui facciamo parte e alle rappresentanze regionali delle principali associazioni ambientaliste italiane, abbiamo inviato un Appello al Presidente Musumeci e abbiamo voluto indirizzarlo anche a Lei, proprio perché riteniamo indispensabile si prenda definitivamente atto che una l’industrializzazione di stampo coloniale in Sicilia ha determinato situazioni del tutto insostenibili.

Occorre che lo Stato intervenga senza indugio, con decisione e competenza, a fianco della Regione Siciliana, anche per scongiurare che si ripetano fatti e circostanze, fin troppo frequenti sino ad oggi, nel mondo del petrolchimico, del trattamento dei rifiuti, delle ricerche di gas e petrolio.

Sig. Ministro,
Le chiediamo di intervenire affinché la salute e l’ambiente mai più siano
tenuti artificiosamente separati fra loro, nonché di voler tutelare tutte
quelle comunità del meridione d’Italia che sono aggredite da poli industriali
che mirano alla ricerca del profitto passando sopra i diritti delle persone.

Le chiediamo di voler contrastare ogni provvedimento, a partire dal cosiddetto scudo penale, che pretenda di smorzare attraverso la il senso ed il peso dello Stato su chi gestisce impianti, come l’ILVA di Taranto, ma anche come tanti altri che operano qui nella nostra Sicilia, da Gela a Milazzo e fino questo nostro quadrilatero che si affaccia sullo Ionio, tutt’ora scrigno di paesaggi meravigliosi che ben altro destino meriterebbero.

Le chiediamo di voler contribuire a dare correttezza nella valutazione delle progettazioni, nelle realizzazioni e nella gestione di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti e di bloccare la trivellazione nel Sud Est della nostra Isola, segno di una politica energetica vetusta e che ostinatamente non si vuole orientare verso le risorse rinnovabili.

Le chiediamo, per la nostra martoriata area nella quale ci troviamo oggi, di voler dare senza alcun indugio il via alle bonifiche dei siti inquinati, azione indispensabile per un qualche possibile miglioramento delle condizioni di vita, e delle prospettive di vita, dei suoi abitanti”.

11 novembre 2019, Comitato Stop Veleni Augusta Priolo Melilli Siracusa

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