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Tre lirici siciliani sul palco del Teatro Greco, full immersion di emozioni

Siracusa- Tre voci  diverse, uniche, armoniche e carismatiche nel loro insieme, in questa anomala estate 2020, incline alla rinuncia a celebrazioni e spettacoli, hanno soffiato sui carboni, quasi spenti, del fuoco della cultura, facendo divampare un sano “focolaio” di entusiasmo.

“Scintille” di speranza che scoccando hanno  riacceso l’interesse per la tradizione operistica, di cui hanno proposto un repertorio di brani celebri , indimenticabili, universali, di tutti.

 E’ successo 4 giorni fa, ancora una volta, nella suggestiva  cornice “capovolta” del “Teatro Greco di Siracusa”, dove il Coro Lirico Siciliano ha proposto uno spettacolo musicale classico ma leggero, vivace, portando in scena  “Nessun dorma- tre tenori in concerto”.

Protagonisti tre professionisti, made in Sicily, che, brano dopo brano, hanno trasformato i loro timbri in brezza  per gli spettatori, accompagnati da questi “tour operator delle emozioni”, in un passato sempre verde , da cui trovare lo slancio per ricominciare, in un’Italia piegata dalla crisi…che ha bisogno di tornare a respirare, a sognare.

“Benvenuti nel teatro degli Dei”, ha esordito il maestro Francesco Costa, direttore del Coro organizzatore dell’evento, che sul palco si è improvvisato, riuscendo egregiamente, in un coinvolgente presentatore.

“ La musica Lirica è patrimonio dell’umanità- ha detto- deve essere accessibile a tutti e noi siamo qui per portare avanti questa operazione culturale, seguiteci sempre”.  E poche, in verità, sono rimaste quella sera le sedute vuote . 

A suscitare i brividi, dall’inizio alla fine, sono state le interpretazioni di Antonino Interisano, Angelo Villari e Dave Monaco, che hanno subito scaldato l’atmosfera, con brani , replicati anche più volte. come “Lucevan le stelle” , aria romantica tratta dalla “Tosca” di Giacomo Puccini, attraverso cui è stato reso omaggio a Marcello Giordani, il tenore augustano scomparso prematuramente lo scorso anno, che con successo, sui palcoscenici di tutto il mondo, aveva vestito i panni di Cavaradossi e anche di Calaf nella Tourandot. E poi, ancora l’ottocentesca “Ridi Pagliaccio” di Leoncavallo, e ancora il trio si è alternato con la canzone napoletana del 1930, “Dicitencello vuje” ,  che è stata colonna musicale di tante storie d’amore, di diverse generazioni”.  Poi un maestoso “O Sole Mio”  seguito da “’O surdato ‘nnammurato “, che ha dato ritmo alla serata , chiusa , dopo tanti altri brani della tradizione meridionale, perché protagonista è stato ancora il Sud, con  “ Libiamo,  ne’ lieti calici”, tratto dalla Traviata,  a cui  ai tre tenori maschili si è aggiunta la soave voce di Chiara Salerno, giovanissima soprano siracusano.

Al piano Giulia Russo. Prima che le luci della ribalta si spegnessero, cedendo il passo al buio della notte, l’invito ad un brindisi virtuale condiviso per un ritorno alla vita, ad apprezzare la Cultura, la Musica, pane dell’anima, lanciato dal maestro Costa, che ha dato appuntamento al suo pubblico siracusano per l’anno prossimo…Prosit.

Mascia Quadarella

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Giornalista