Tragedia della disperazione, disoccupato tenta di farla finita, dandosi fuoco. E’ ricoverato in gravissime condizioni a Palermo

Alla base del terribile gesto pare ci sia la crisi economica scaturita dalla perdita del lavoro. Un dramma che accomuna diversi padri e madri di famiglia nel Siracusano che tirano a campare, non riuscendo a risollevarsi

Siracusa- Tragedia della disperazione a Siracusa, in contrada Maeggio, dove un uomo di 52 anni avrebbe tentato di farla finita dandosi fuoco. Un gesto pare, secondo le prime ricostruzioni fatte dagli investigatori, scaturito da una profonda crisi, personale e coniugale, dettata dalla perdita di lavoro, vissuta dal protagonista della triste vicenda, che ora si trova ricoverato in gravissime condizioni al Centro grandi Ustionati di Palermo.
Un episodio terribile, quello accaduto nel capoluogo, che riaccende la riflessione politica e sociale sulle conseguenze nefaste e in diversi casi irreparabili prodotte dalla mancanza di lavoro in tutto il territorio provinciale.
Un territorio ricco di risorse ( paesaggistiche, agricole e turistiche), ospitante un vasto indotto industriale, che però risulta avido di opportunità di inserimento lavorativo, specie per chi perde il posto in età matura, con il peso di una famiglia sulle spalle, e non ha la possibilità di trovarne un altro a breve termine, venendo sottoposto a pressioni psicologiche deleterie, che poi a volte spingono sul baratro.
Non poter avere uno stipendio con il quale affrontare le piccole e grandi spese ordinarie e straordinarie, infatti, spoglia gli uomini e le donne, abituati all’autonomia, della propria dignità e mura ogni prospettiva di emersione personale.
Queste persone, e sono troppo davvero, un tempo gratificate dai loro sacrifici, passo dopo passo, negazione dopo negazione, vengono infatti mortificate nei loro diritti essenziali e ad un certo punto, purtroppo, arrivano a ritenere superflua la loro stessa vita,  lasciandosi andare o finire pur di mettere a tacere la sofferenza di ogni giorno, lasciandosi andare.

Sono tanti oramai i padri e le madri di famiglia costretti ad arrangiarsi alla giornata, resi dalla povertà dilagante degli automi, incapaci persino di alzarsi al mattino, ai quali diventa impossibile immaginare un domani migliore, diventando man mano invisibili, rabbiosi fantasmi, destinati a scomparire…spesso nel silenzio e nell’inerzia della politica e delle istituzioni.
Da decenni oramai in Italia ed in Sicilia in particolare  mancano serie politiche di incentivazione all’occupazione e le misure di oggi escludono nei fatti la categoria anagrafica più colpita dalla mannaia della disoccupazione, quella tra i 35 e i 67 anni.
La notizia di oggi, con il carico emotivo che trascina dietro la sua eco, ha provocato l’indignazione di chi vive in silenzio lo stesso dramma, o chi lo capisce perché ha parenti o amici sull’orlo del precipizio, ma anche di  chi ha una coscienza con cui confrontarsi.

Il messaggio di solidarietà del sindaco

Puntuale è stato l’intervento del primo cittadino, Francesco Italia, che ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia della vittima di una depressione sociale, pronta a colpire chiunque.
“Come amministratori locali- ha scritto in un comunicato  Italia- possiamo fare ben poca cosa rispetto alla tragedia occupazionale che sta investendo anche la nostra comunità. Troppe persone hanno compiuto gesti estremi in questo periodo di crisi economica. Occorre che ognuno di noi faccia la propria parte per evitare il ripetersi di situazioni di disagio che portano le persone a compire simili passi. La città è vicina alla famiglia così duramente colpita”.

Mascia Quadarella

immagini di repertorio: fiamme

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