Scienza ed emozioni al primo convegno sul “Tumore metastatico”

Le nuove frontiere delle terapie, ma anche la testimonianza di avercela fatta da parte di ex pazienti oncologiche, farfalle che hanno potuto liberarsi dal cancro, sorvolando sul cammino di sofferenza e di rinascita che ha comportato nelle loro vite

Siracusa– Dopo la rassegna dell’Ordine dei Medici di Siracusa, L’Ordine incontra la città, dedicato quest’anno alla prevenzione delle neoplasie mammarie, con la lectio magistralis di Francesca Catalano, direttrice dell’Ospedale Cannizzaro di Catania, nonché componente della commissione regionale di senologia, e la Passeggiata in rosa organizzata dalla Lilt in Ortigia per sensibilizzare alla prevenzione, si è concluso lo scorso fine settimana, lanciando un messaggio di speranza di guarigione o comunque di ottimizzazione della qualità di vita delle pazienti,   il primo congresso sul tumore mammario metastatico, organizzato dalla clinica Santa Lucia di Siracusa con l’associazione Sicilia Donna Onlus.

Per due giorni sull’argomento , di cui si deve continuare a parlare per non abbassare né i livelli di prevenzione né di attenzione istituzionale,  si sono confrontati specialisti provenienti da più parti d’Italia, istituzioni di Europa Donna Italia e rappresentati delle varie associazioni che sul territorio siciliano, a vario titolo, si occupano di tumore mammario.

In uno scenario, reso unico ed emozionante dalla performance di Stefania Bruno e Sand Artist, sono cominciati i lavori focalizzati sulle contemporanee  modalità di cura delle neoplasie al seno, parlando dei limiti in alcuni casi  della chirurgia e dell’importanza  ed efficienza  delle terapie chemioterapiche e radioterapiche in continua evoluzione .

Paolo Fontana,  direttore scientifico del convegno, ha focalizzato il suo intervento di apertura sulle novità provenienti dalla biologia molecolare e dalle scoperte nel campo della genetica,  che hanno aperto nuove frontiere per l’identificazione di particolari forme di tumore su cui è possibile individualizzare e applicare nuove terapie, con curve di sopravvivenza impensabili nel recente passato.

Di fronte ad una malattia metastatica è emersa la necessita di un linguaggio nuovo, di una terminologia meno intrinsecamente identificativa, in grado di rispecchiare la sensibilità di una società sempre più attenta e sempre più disponibile nel garantire il massimo impegno per la tutela individuale di tutti i suoi componenti.
«Il tumore mammario metastatico – ha concluso il medico-  rappresenta la parte più estrema dello spettro della patologia oncologica mammaria, più di ogni altra forma richiede un approccio multidisciplinare, in cui la comunicazione della diagnosi, la costruzione del processo decisionale e i servizi terapeutici devono essere erogati con modalità attente alla dimensione psicologica del paziente e mediante strategie comunicative adeguate da parte di tutti gli operatori coinvolti. Qualcosa è stato fatto ma c’è ancora tanto da fare. Questo è il messaggio che dovrebbe essere ripetuto da chiunque sino a essere esso stesso componente di questo meraviglioso paesaggio umano. Da parte delle associazioni si è consolidata l’idea di aggregazione e di unicità sia nelle idee sia nella capacità di intercettare i bisogni delle donne che hanno incontrato questa malattia, principi essenziali soprattutto quando le forme di supporto non siano più diretti a una prospettiva di guarigione, non sempre impossibile o improbabile, ma a migliorare la qualità della vita».
A conclusione delle varie e interessanti relazioni, a stupire e emozionare il pubblico convenuto cinque “farfalle” (donne -emblema di chi  ha “incontrato” il tumore senza rinunciare a “volare”), che  hanno sfilato con abiti confezionati da RiciCreo di Ferla.

Poi, in un silenzio che parlava attraverso i loro occhi, queste “combattenti”  hanno consegnato a quattro degli specialisti presenti elementi che simbolicamente rappresentano il tempo, le loro paure, i loro bisogni e i loro sogni. Una delle “farfalle”, in particolare, ha consegnato simbolicamente al deputato regionale Rossana Cannata, presente al congresso, un documento su bisogni, necessità e criticità indicate dalla rete Europa Donna Sicilia. Un documento che adesso sarà consegnato a tutte le istituzioni politiche e sanitarie incaricate dell’organizzazione di una rete sanitaria sempre più vicina ai bisogni del paziente oncologico.

 

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