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Augusta “scippata” dell’Autorità portuale

Augusta- Ancora una volta la provincia di Siracusa penalizzata dalle scelte politiche nazionali. Lo “scippo”, come viene vissuto anche da diversi parlamentari regionali, riguarda stavolta  l’autorità portuale di Augusta, “sacrificata” e “accorpata” a quella di Catania, per decisione del Ministro Delrio. Un provvedimento che lascia con l’amaro in bocca tutti quelli che si aspettavano, invece, un rilancio dell’infrastruttura siracusana. Tra i primi a manifestare la propria contrarietà sono stati i parlamentari regionali Giambattista Coltraro e Vincenzo Vinciullo, che temono le conseguenze disastrose che la scelta, ancora una volta unilaterale e non condivisa con il territorio, produrrà nell’immediato e in una prospettiva di potenziamento del porto megarese. Una scelta che mortifica tutte le aspettative di occupazione che ruotavano attorno all’indotto portuale . Vincenzo Vinciullo, presidente della Commissione  Bilancio e Programmazione all’Ars, ritiene il provvedimento: ” Così iniquo, così ingiusto e così insopportabile da digerire, da sentire tutto il disgusto umano e politico che si può provare quando la Legge viene calpestata da chi la dovrebbe fare rispettare, quando la Legge viene derisa, quando la Legge viene stuprata e violentata da chi, invece, dovrebbe adoperarsi affinché ciò non debba mai accadere. Disgustato, offeso, umiliato e ferito come la mia Terra, che dal Governo regionale e dal Governo nazionale ha subito l’ennesimo schiaffo, l’ennesimo torto” . Dello stesso avviso anche Giambattista Coltraro, capogruppo di Sicilia Democratica all’Ars, che solleva la questione “patrimoniale” scaturente dalla fusione: ” La fusione tra il porto di Catania e quello di Augusta – sottolinea- potrebbe determinare che le dotazioni patrimoniali di circa 80 milioni di euro, presenti nella situazione patrimoniale dell’autorità portuale di Augusta, vengano utilizzate per ripianare i debiti contratti da una cattiva politica gestionale esercitata in quella di Catania. L’accorpamento, infatti,comporterà questa destinazione dei fondi, piuttosto che per realizzare nuove infrastrutture che condurrebbero a nuovi posti di lavoro, con evidente danno patrimoniale per la provincia di Siracusa”. “Invito – ha aggiunto Vinciullo-  quindi, i cittadini tutti a mobilitarsi, a ribellarsi e ad opporsi a questo atto di arroganza politica, perché, sia chiaro che non solo protesteremo e contesteremo, ma non ci sarà giudice in Italia a cui non chiederemo giustizia, a cui non chiederemo il rispetto della Legge, a cui non chiederemo l’applicazione delle norme comunitarie e nazionali. Il  Ministro Delrio  – ricorda con rabbia- che nel nostro Paese non vi è alcuno che possa definirsi “legibus solutus”, cioè al di sopra delle Leggi e del Diritto.

Mascia Quadarella

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Giornalista