Un tentato suicidio alla Fontana Aretusa, che rivendica riflessione

Un gesto estremo che induce tutti all'ascolto, perchè il disagio sociale è dilagante. In assenza di prospettive la gente viene inghiottita dalla disperazione, che esaspera le emozioni, facendo prevalere quelle deleterie

Siracusa- Ha valicato, ieri sera,  la ringhiera di protezione che circonda la mitologica Fontana Aretusa, nel centro storico di Siracusa, e dopo un prolungato tentennamento si è lanciato nel vuoto, per fortuna non perdendo la vita.

A nulla sono valsi i tentativi delle forze dell’Ordine di dissuaderlo dal compiere l’insano gesto.

L’uomo era molto combattuto, visibilmente provato, i suoi movimenti sono stati seguiti con il patema d’animo dai passanti, che sono rimasti con il fiato sospeso fino al lancio, da oltre 8 metri, che pensavano non avvenisse, ma che non ha avuto gravi conseguenze.

Trasportato al Pronto soccorso, dove è ancora sotto stretta osservazione, l’uomo, stando ai primi accertamenti, non avrebbe riportato gravi traumi fisici, mentre per il supporto psicologico sarà affidato ai sanitari specialisti dell’Umberto I.

Ieri sera, c’erano anche diversi ragazzini coi telefonini in mano, pronti a riprendere quella situazione tanto drammatica, ma che tutti pensavano potesse avere un epilogo diverso, anche se per fortuna la tragedia non si è consumata.

In balia di una crisi esistenziale, esasperato probabilmente da problemi personali che sembrano, a volte, irrisolvibili, l’uomo sconfortato ha voluto dire basta, facendolo da un luogo simbolo di questa città.

Purtroppo, di recente, sono diversi i tentati suicidi commessi da gente che si sente soffocata dall’assenza di prospettive e che vive le emozioni in maniera esasperata, affrontandole in solitudine.

Su questo bisognerebbe agire, rinforzando la rete d’ascolto e di mutuo soccorso.

La scelta del sito, da dove gridare la sua disperazione, sembra dirla lunga sull’esigenza del protagonista di attirare su di sé l’attenzione degli altri, sebbene con la mente offuscata, probabilmente voleva  farsi notare da coloro i quali lo avevano reso per indifferenza invisibile.

Ha forse voluto dire che al mondo c’è anche lui, e soffre, come tanti oggi, colpiti dall’ombra nera della depressione, che miete ogni giorno tantissime vittime e viene ancora sottovalutata.

Una brutta storia di cronaca che induce tutti a guardare gli altri con occhi più umani, caritatevoli, cogliendone il dolore e cercando di alleviarlo, come dovrebbe fare la politica, mettendo in campo quante più risorse possibili per contrastare il disagio sociale, che non è più sommerso ma palesato, anche platealmente.

L’augurio è quello che questo ragazzo possa tornare a rialzarsi, a guardare la vita con altri occhi illuminati, speranzosi, affinché abbia davvero una seconda opportunità, quella buona finalmente.

Mascia Quadarella

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