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Perseguita la figlia perchè lesbica, denunciata madre netina. La solidarietà di Arcigay e Stonewall

Noto- Intrappolata probabilmente  nei pregiudizi duri da sradicare e ancorata a stereotipi di coppia “tradizionale”, uomo e donna, una madre netina non riuscendo ad accettare l’omosessualità della figlia le avrebbe  trasformato la vita in un inferno, rendendosi responsabile di atti persecutori, per i quali è stata denunciata. La vittima, “colpevolizzata” per essersi innamorata di una donna, si era sganciata dalla sua famiglia d’origine per andare ad abitare con la persona amata, e vivere quindi la  storia alla luce del sole, senza urtare la “sensibilità” della genitrice, che condannava pesantemente quel sentimento percepito come “deviato”. L’orientamento sessuale non “convenzionale” della figlia andava “reindirizzato”,  pare, secondo quella  madre all’antica,  dall’orgoglio ferito, che nel frattempo aveva smarrito lucidità, tanto da tempestare la figlia di chiamate e messaggi offensivi, contenenti anche le minacce di sfregiarla con l’acido o investirla con l’auto se non fosse tornata sui suoi passi. Addirittura, lo scorso 11 marzo la madre, non rassegnandosi ad essere ignorata, avrebbe costretto i titolari dell’esercizio dove, da poco, era stata assunta la figlia a licenziarla in tronco, loro malgrado, annunciando scenate che avrebbero potuto compromettere la reputazione dell’attività. Ultimo atto che avrebbe indotto la ragazza a richiedere l’intervento della Polizia.  Svolte in tempi rapidi  le indagini e acquisito materiale a conferma delle dichiarazioni della vittima, gli agenti del commissariato della città barocca  hanno  proceduto al deferimento, diffidando la responsabile degli atti persecutori ad avvicinarsi alla propria figlia.

Il caso emerso, che purtroppo  non è isolato, ma comune a molte famiglie che vedono nell’omosessualità dei loro figli un male da sconfiggere, da contrastare a tutti i costi, ha indotto  l’Arcigay e Stonewall ad intervenire a tutela di chi vive condizioni simili, esprimendo solidarietà alla giovane netina, che ha trovato il coraggio di rivendicare la sua libertà.

L’offerta di assistenza e la solidarietà di  Arcigay Siracusa

Rimaniamo sempre basiti – dice il presidente di Arcigay Siracusa Armando Caravini – dalla crudezza di alcune situazioni”. “Questa ragazza – dice ancora Caravini – sta subendo da anni i maltrattamenti di una madre che non accetta sua figlia”. “Essere omosessuali – afferma il presidente di Arcigay Siracusa – è solo un modo di essere, non una scelta e tanto meno un voler offendere gli altri”. “Come sportello e come associazione Arcigay ci mettiamo a disposizione di questa ragazza e della compagna per offrire i servizi a titolo gratuito, sia da un punto di vista giuridico sia psicologico quest’ultimo gestito dalla psicologa psicoterapeuta dott.ssa Zaccagnini” – conclude Armando Caravini.

La condanna  e il sostegno alla coppia di Stonewall

“Mentre un disegno di legge contro l’omo/transfobia ammuffisce nel dimenticatoio di uno dei cassetti di Palazzo Madama nel nostro paese si consuma l’ennesimo crimine contro i diritti fondamentali della persona” – commenta il presidente di Stonewall GLBT Siracusa, Alessandro Bottaro. “Se comprovato, continua Bottaro – si tratterebbe di una vera e propria persecuzione reiterata, nella vicina città di Noto, di un genitore nei confronti di una figlia, la cui “grave” colpa sarebbe quella di essere consapevolmente lesbica e provare amore nei confronti di un’altra donna. In altre parole l’ennesima manifestazione del peggiore patriarcato, messa in atto da una madre che ritenendo la figlia di sua proprietà, è pronta mettere in atto le misure più estreme, persino pensare di sfregiarle il volto con l’acido o anche eliminarla fisicamente, solo per impedirle l’autodeterminazione. Se tutto ciò sarà confermato e secondo quanto emerge di questa brutta storia sembra proprio che sarà così, ci troviamo di fronte a forme di violenza fisica e psicologica le cui conseguenze si ripercuotono non soltanto sulla vittima ma anche su tutte le persone che entrano in relazione con lei. Effetti che non si sono fatti attendere visto che la ragazza è stata licenziata dal datore di lavoro, a quanto pare per evitare problemi. Tutto ciò, – continua Bottaro – ci provoca sdegno e rabbia! Per certe persone Essere è scandaloso oggi giorno, meglio salvare le apparenze! Anche questa è una forma di omofobia e l’associazione Stonewall GLBT la condanna senza se e senza ma. Per questo motivo saremo a completa disposizione della giovane vittima e della propria compagna, per qualsiasi aiuto di natura legale e/o psicologica, perché possano nelle sedi opportune tutelarsi dagli orrendi attacchi di chi invece dovrebbe essere cura, tutela e sostegno. Allo stesso tempo per chiedere i dovuti risarcimenti a chi, nel caso specifico, ha sottratto un posto di lavoro non per giusta colpa ma semplicemente per ipocrita codardia”.

Mascia Quadarella

 

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Giornalista