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Reunion a 50 anni dal diploma per la VC del Rizza

SIRACUSA – Una classe scolastica è come una trama preziosa, fatta di fili che si intersecano e che a volte si allentano, si ingarbugliano o si annodano. Può subire piccoli strappi che, una volta ricuciti, diventano simboli di battaglie combattute e vinte, anche contro il tempo che inesorabile scorre, ma che alla fine rafforza i rapporti.

Lo sanno bene gli ex alunni della 5ª C (Classe ’76) dell’Istituto “Rizza” di Siracusa che, anche a distanza di anni, continuano a ricucire quel filo, dando un senso profondo al tempo che passa. Un tempo che segna, sì, ma non distrugge; al contrario, fa acquisire valore alle esperienze condivise e a un’amicizia che resiste agli anni.

Le fughe verso i club studenteschi in Ortigia durante le “calie”

È passato mezzo secolo da quando quei ragazzi, dopo cinque anni di studio e di divertimento puro — scevro dall’ipertecnologia contemporanea —, varcavano per l’ultima volta da studenti, con l’ambito diploma di “ragioneria” in tasca che avrebbe aperto loro il mondo del lavoro, il portone ligneo della storica sede di via Diaz. Diventati oggi uomini e donne maturi, si sono ritrovati per celebrare un traguardo speciale.

Tra i banchi di quella scuola, che si affacciava sull’imponente Pantheon — in posizione strategica per le fughe verso i panorami e i club di Ortigia o nell’area archeologica della Neapolis, punto di ritrovo dei “caliatori seriali” d’allora —, sono nate solide alleanze, persino amori, complicità e un affetto che non si sono persi strada facendo, nonostante i destini e le scelte di vita differenti.

Tra salite e discese, sacrifici e momenti di serenità, ognuno di quei compagni ha tessuto la propria esistenza costellandola di successi personali e professionali: c’è chi ha intrapreso la carriera politica distinguendosi con impegno, chi ha ricoperto ruoli di rilievo negli enti pubblici e chi ha scelto la famiglia come punto di convergenza delle proprie risorse. Ad accomunarli tutti, però, è rimasto un comune denominatore: il rispetto profondo per l’amicizia.

Una serata tra ricordi e presenze

A riprova di questo legame indissolubile, la serata conviviale ha visto la partecipazione affettuosa di gran parte della classe: Cettina Buccheri, Angela Parentignoti, Salvo Vecchio, Carmelo Oliveri, Antonio Venosino, Silvana Zamnitti, Lucia Gallitto, Marieve Paparella, Fina Mangiafico, Stefania Tumino, Lucia Nodo, Maria Ganci, Carmela Impelluso, Egidio Fichera, Michele Rametta, Rita Pitruzzello e Totuccio Canto. A festeggiare insieme a loro erano presenti anche i docenti dell’epoca, i resistenti professori Gaetano Bandiera e Salvatore Sapienza.

Un pensiero affettuoso è andato a chi non è potuto essere presente all’incontro — Rita Fangano, Antonella Rubino, Nerina Liistro e Giusi Ciarcià —, così come un ricordo commosso e speciale è stato dedicato ai compagni che purtroppo non sono più tra noi, Sergio Abela e Giuseppe Fornì, sempre vivi nel cuore e nella memoria di tutti.

È stato un vero e proprio tuffo nel passato ma anche una rassegna del presente: un confronto sano tra generazioni vissute che ha rievocato un tramontato modus vivendi e una Siracusa molto diversa da quella attuale, più vera e autentica, sicuramente più a misura d’uomo rispetto a quella odierna, diventata più commerciale e turistica.

Mascia Quadarella

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Giornalista